Il Tirreno

«Troppe divisioni e pochi fatti»

Giunta sotto accusa in vista del consiglio sul bilancio

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 MARINA DI CAMPO. Un Comune in difficoltà a causa degli scontri interni. E' ciò che pensa il gruppo consiliare "Alleanza per Campo", che alla vigilia del prossimo consiglio comunale, fa il punto della situazione. «Con l'estromissione dell'assessore Dini - dice il consigliere di minoranza Lorenzo Lambardi - si è consumata una guerra interna che già denunciammo due estati fa in occasione del palesato ripascimento del lungomare campese. In quell'occasione emersero forti contrasti, fra il sindaco e Dini, sul quando e come procedere. A fronte delle nostre osservazioni ci fu risposto che avevamo torto e che, addirittura, la nostra cultura politica vedeva la discussione come evento straordinario». «Oggi - continua Lambardi - il consigliere Dini, rappresentante del Pdl, chiede nuove elezioni e la sostituzione di altri assessori per il fallimento della tenuta del decoro pubblico, specie in prossimità delle isole ecologiche. Anche questo argomento fu denunciato dal nostro gruppo, e portammo ad esempio il sito di raccolta dell'olio esausto in condizioni peggiori di quelle odierne». Per la minoranza i continui litigi fra Dini e l'amministrazione non sono di aiuto. «La gravità degli eventi - continua il segretario del Pd - è arricchita da un crescente guerreggiare fra il consigliere anziano ed i suoi ex compagni di ventura. La spaccatura politica è evidente, e il malcontento generale per la tenuta del Comune è palese sopratutto fra le categorie economiche che si chiedono quale futuro possono immaginarsi dall'oggi al domani. Manca un piano economico e commerciale d'insieme, una visione unitaria di quello che deve essere il nostro paese e l'intera comunità. La guerriglia che si protrae ormai da più di un mese ha messo a nudo quelle forti divisioni interne che, purtroppo, determinano un doppio danno per la collettività: frenano lo sviluppo e accendono rivalità anche a livello personale fra gli amministratori. Serve un cambio di passo, come serve una linea di demarcazione fra chi vuole continuare questa esperienza amministrativa e chi invece, come noi, crede che sia necessaria un'alternativa».  «Il consiglio comunale convocato mercoledì - conclude Lambardi - è il punto di non ritorno, votare o meno gli atti sul bilancio 2011 darà sicuramente quella chiarezza necessaria a tutti coloro, compreso il sottoscritto, che sono stanchi di 2 anni di chiacchiere e vogliono vedere fatti concreti».

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