Italia
Tassa di soggiorno, ok dei sindaci
Francesca Lenzi
Le presenze consolidate in Val di Cornia potrebbero garantire un’entrata di almeno due milioni di euro
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PIOMBINO. E tassa di soggiorno sia. L'ha detto anche la Regione nella proposta di delibera approvata lunedì in sede di giunta: se finora solo i comuni capoluoghi potevano utilizzare l'imposta turistica con le restanti amministrazioni costrette ad aspettare il via libera regionale, adesso tutti i centri, piccoli o grandi che siano, potranno sfruttare uno strumento significativo in prospettiva di impatto sui bilanci comunali. Solo nella Val di Cornia l'introduzione della tassa di soggiorno potrebbe far guadagnare nel complesso oltre due milioni di euro all'anno. Già nei mesi precedenti i sindaci del territorio avevano espresso generale consenso all'adozione del contributo, considerandolo un mezzo efficace per mantenere alta l'offerta turistica. Oggi, alla luce del giudizio pronunciato dalla Regione, si rinnova più forte che mai l'apprezzamento verso la tassa.
«Trovo che sia uno strumento indispensabile - afferma il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi - Senza, temo che il 2012 possa essere un anno particolarmente difficile, a causa della manovra adottata dal governo. Abbiamo un assoluto bisogno di una soluzione per tenere in piedi l'offerta turistico-culturale, coinvolgendo chi ne fruisce nella sua qualificazione». L'idea è quella di una destinazione finalizzata degli introiti che verrebbero fuori dalla tassa di soggiorno: «Non ci sarebbe una frammentazione in altri capitoli ma la useremmo per la struttura dei Parchi - continua Anselmi - Se poi dovesse avanzare qualcosa tanto meglio. È un'opportunità preziosa per riformare il bilancio comunale e il sistema dei parcheggi di Baratti e Costa est. Mi si accusa talvolta di considerare i Parchi un peso.
Non è così; anzi, sono un valore del territorio, che però non può essere a carico dei comuni. Per questo cerchiamo di alleggerire i costi, coinvolgendo i turisti, senza penalizzare le imprese. Il tutto chiamando in causa magari altri centri, come Follonica, consapevoli che almeno in ambito Val di Cornia dobbiamo viaggiare insieme». D'accordo sulla tassa di soggiorno è anche il sindaco di Campiglia, Rossana Soffritti: «Andranno regolamentate le modalità di intervento, anche in base alle singole realtà del territorio, ma ritengo sia un provvedimento fondamentale, da compiere assieme agli altri comuni della Val di Cornia, e le cui entrate andrebbero dirottate in contesti come la Parchi - spiega il primo cittadino campigliese - La volontà è quella di mantenere, in questo periodo di crisi, il sistema dei parchi e dei beni culturali ad un alto livello». L'invito a un percorso collettivo arriva anche dal primo cittadino di San Vincenzo, centro tra le località della Val di Cornia con il più alto dato di presenze turistiche. «La tassa di soggiorno è importante non tanto per risanare i bilanci, quanto per la tenuta e il miglioramento dei servizi turistici sul territorio, in un momento di forte difficoltà - sostiene Michele Biagi - Ne discuteremo tutti insieme nella provincia, con gli operatori del settore e le associazioni di categoria».
La tassa di soggiorno può andare dai 50 centesimi ai 5 euro. Sull'importo da adottare per adesso i sindaci non si sbilanciano. Solo Giampaolo Pioli, primo cittadino di Suvereto, propone delle cifre: «Uno o due euro credo possano andar bene. È un'imposta che non distrugge la competitività del territorio, soprattutto se regolamentata bene e finalizzata al turismo. A noi servirebbe ad esempio per mantenere l'ufficio turistico». Una voce fuori dal coro è quella di Luciano Cencioni, sindaco di Sassetta: «Noi per ora abbiamo deciso di non introdurre la tassa. Il nostro turismo è limitato, particolare, e non vogliamo sdegnarlo con ulteriori gabelle». Un parere autorevole e misurato arriva poi da Paolo Pacini, assessore provinciale al turismo: «È un intervento da valutare con attenzione. Non sono contrario, e ritengo possa diventare un'opportunità per avviare un processo omogeneo di riqualificazione dell'offerta turistica, intesa come arredo, servizi e quant'altro. Certo il cammino deve essere comune, tra amministrazioni, operatori e associazioni di categoria, e le modalità vanno ben considerate, diversificando le situazioni per tipologia, periodo, età, struttura ricettiva».
«Trovo che sia uno strumento indispensabile - afferma il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi - Senza, temo che il 2012 possa essere un anno particolarmente difficile, a causa della manovra adottata dal governo. Abbiamo un assoluto bisogno di una soluzione per tenere in piedi l'offerta turistico-culturale, coinvolgendo chi ne fruisce nella sua qualificazione». L'idea è quella di una destinazione finalizzata degli introiti che verrebbero fuori dalla tassa di soggiorno: «Non ci sarebbe una frammentazione in altri capitoli ma la useremmo per la struttura dei Parchi - continua Anselmi - Se poi dovesse avanzare qualcosa tanto meglio. È un'opportunità preziosa per riformare il bilancio comunale e il sistema dei parcheggi di Baratti e Costa est. Mi si accusa talvolta di considerare i Parchi un peso.
Non è così; anzi, sono un valore del territorio, che però non può essere a carico dei comuni. Per questo cerchiamo di alleggerire i costi, coinvolgendo i turisti, senza penalizzare le imprese. Il tutto chiamando in causa magari altri centri, come Follonica, consapevoli che almeno in ambito Val di Cornia dobbiamo viaggiare insieme». D'accordo sulla tassa di soggiorno è anche il sindaco di Campiglia, Rossana Soffritti: «Andranno regolamentate le modalità di intervento, anche in base alle singole realtà del territorio, ma ritengo sia un provvedimento fondamentale, da compiere assieme agli altri comuni della Val di Cornia, e le cui entrate andrebbero dirottate in contesti come la Parchi - spiega il primo cittadino campigliese - La volontà è quella di mantenere, in questo periodo di crisi, il sistema dei parchi e dei beni culturali ad un alto livello». L'invito a un percorso collettivo arriva anche dal primo cittadino di San Vincenzo, centro tra le località della Val di Cornia con il più alto dato di presenze turistiche. «La tassa di soggiorno è importante non tanto per risanare i bilanci, quanto per la tenuta e il miglioramento dei servizi turistici sul territorio, in un momento di forte difficoltà - sostiene Michele Biagi - Ne discuteremo tutti insieme nella provincia, con gli operatori del settore e le associazioni di categoria».
La tassa di soggiorno può andare dai 50 centesimi ai 5 euro. Sull'importo da adottare per adesso i sindaci non si sbilanciano. Solo Giampaolo Pioli, primo cittadino di Suvereto, propone delle cifre: «Uno o due euro credo possano andar bene. È un'imposta che non distrugge la competitività del territorio, soprattutto se regolamentata bene e finalizzata al turismo. A noi servirebbe ad esempio per mantenere l'ufficio turistico». Una voce fuori dal coro è quella di Luciano Cencioni, sindaco di Sassetta: «Noi per ora abbiamo deciso di non introdurre la tassa. Il nostro turismo è limitato, particolare, e non vogliamo sdegnarlo con ulteriori gabelle». Un parere autorevole e misurato arriva poi da Paolo Pacini, assessore provinciale al turismo: «È un intervento da valutare con attenzione. Non sono contrario, e ritengo possa diventare un'opportunità per avviare un processo omogeneo di riqualificazione dell'offerta turistica, intesa come arredo, servizi e quant'altro. Certo il cammino deve essere comune, tra amministrazioni, operatori e associazioni di categoria, e le modalità vanno ben considerate, diversificando le situazioni per tipologia, periodo, età, struttura ricettiva».
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