Il presidio
Mappatura dei beni archeologici a tutela del patrimonio elbano
Stefano Bramanti
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La villa romana delle Grotte 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Una mappatura di tutti i beni archeologici dell'isola. Una catalogazione dei reperti storici elbani. Una iniziativa sinergica quella dell'Università di Siena, Firenze, Pisa, ma anche della Scuola Normale Superiore e museo archeologico di Rio Elba. Tutti impegnati a riscoprire i tesori dell'Elba con un maxi progetto dedicato al mondo archeologico. «Sollecitiamo i Comuni a sostenere il progetto, per rivalutare un comparto strategico anche per il turismo», dice Laura Pagliantini del team che sta lavorando al progetto. Uno dei paladini dell'iniziativa è Franco Cambi, portoferraiese, archeologo all'università di Siena, che col suo staff, attua il piano culturale "Aithale". Come partner pure i Comuni di Portoferraio e Rio nell'Elba. «Obiettivo primario è il rilancio delle indagini sulla storia dell'isola d'Elba e dell'Arcipelago Toscano e va denunciata una decisa scarsità di ricerche fatte - dice Pagliantini - Realizziamo una carta storico-archeologica e ricostruiamo l'impatto avuto dalle risorse minerarie del passato. Poi la ripresa dello scavo nel complesso metallurgico di San Bennato a Cavo e molto altro». Una sorta di anno zero per l'archeologia isolana, gli studiosi attingono anche dai materiali accumulati da Gino Brambilla, perchè conserva un grande archivio di dati archeologici, mineralogici contenuti anche in appunti scritti, diapositive e fotografie. «Vogliamo informatizzare e registrare tutto ciò - dice Pagliantini - Collaborano con noi anche Luisa Zito e Fabio Mirulla. Portoferraio ha messo a disposizione 16mila euro e Rio Elba concede una foresteria nella quale possiamo alloggiare nei periodi di lavoro. Speriamo che altri Comuni aderiscano per condividere questa iniziativa, come ha fatto Italia Nostra».
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