Il presidio
L'Arci e la comunità del Cotone ricordano Fabrizio Guarguaglini
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PIOMBINO. «Come Circolo Arci Cotone ci uniamo al dolore della famiglia Guarguaglini, una delle famiglie storiche del nostro quartiere per la morte di Fabrizio, socio del circolo, figlio di Roberto Guarguaglini e Catia Castaldi, avvenuta in questi giorni». A scrivere, a nome di tutto il circolo Arci e della comunità del Cotone, è Roberto Niccolini che prosegue: «Fabrizio aveva appena 21 anni e, pur non abitando in questo quartiere nel periodo delle feste e in quello estivo, come arrivava a Piombino frequentava quotidianamente il nostro circolo in compagnia del padre che in quei giorni sembrava un'altra persona: gli si leggeva negli occhi la felicità di chi, per motivi legati alla vita non può vivere quotidianamente con il proprio figlio». «Fabrizio era - prosegue Niccolini - come diciamo in Toscana un bimbone, uno di quelli che per fisionomia continuano nel tempo a mantenere nonostante l'età una certa spavalderia, con lo sguardo da furbetto e quella faccia subito pronta a sorridere a chiunque lo incontrasse». «Il nostro circolo da sempre - sottolinea - è un punto di riferimento fra giovani e adulti fra generazioni diverse e oggi anche fra culture e razze diverse. In questo contesto Fabrizio si è da sempre collocato come di lui hanno fatto il nonno gli zii e il babbo, in una tradizione che arricchisce l'animo umano. Di fronte alla morte e principalmente quella di un giovane che non ha avuto il tempo di diventare un uomo, rimaniamo impietriti, con la rabbia e la sensazione di essere impotenti». «Lo ricorderemo sempre mentre corre nel quartiere con la bandiera della Fiorentina e la voglia di vivere e di essere felice» conclude Niccolini.
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