Danneggiate le opere anti erosione
Cecilia Cecchi
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Francesca Salvini (a destra) mostra uno dei tanti acessi alla spiaggia chiusi per proteggere la duna che vengono regolarmente aperti Dune a rischio: il Parco denuncia l'inciviltà di molti bagnanti
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PIOMBINO. Naturale che la duna svolga un ruolo importante nella difesa della costa contro l'erosione. Ovvio che la società Parchi s'impegni per far sì che la duna sia protetta (e torni "a crescere"). Ma nella lotta contro un ambiente spesso ostile va sottolineato che la pressione antropica non è meno devastante. Ogni weekend, nei momenti di punta massima della stagione estiva, la Costa Est gode dell'assalto di migliaia di bagnanti (impossibile avere ancora dati definiti in base alla Parking pass). Ecco che, dopo ogni weekend, le guardie giurate Parchi devono ricostruire staccionate o provvedere alla nuova chiusura dei sentieri. Un giro sulle spiagge è di valido aiuto per capire. Soprattutto se a fare da guida ci sono Luca Sbrilli, presidente Parchi Val di Cornia e Francesca Salvini, coordinatrice per la vigilanza. Da Perelli 1. «Nell'arco di due anni - esordisce proprio Salvini - la staccionata a ridosso del ponte (dalla parte del retone) è stata di notevole utilità. La duna è cresciuta di nuovo ed è stato spostato l'accesso dei mezzi per la pulizia in spiaggia. Piccoli inteventi che però fanno la differenza». Così, poi, a ridosso del mare, le auto non ce le parcheggiano più. «Qui è perimetrato il monitoraggio del giglio del mare - interviene Sbrilli - parametro che indica la vitalità dell'ambiente dunale e che vale per l'assegnazione della Bandiera blu». Percorrendo il tratto di spiaggia che porta a Perelli 2 evidenti i varchi realizzati per proteggere la vegetazione (che sta sì riformandosi, nei punti dove l'erosione ha ferito la costa) ma che devono essere regolarmente "ritoccati". Situazione ancora più palese nell'area che nel 2008 - a Perelli 3 - subì notevolissimi danni: qui il mare aveva finito per ingoiare una fetta di parco e per un bel po' di tempo. Sottolinea Sbrilli: «La spiaggia era sparita... abbiamo dovuto tagliare i pini irrecuperabili lasciando sul posto tronchi e rami, per consolidare la duna». Nonostante la realizzazione di un pontile di legno per la discesa in spiaggia, pure qui - ogni settimana - i turisti spostano vegetazione e quant'altro per scendere dove preferiscono con sedie e ombrelloni. Sorveglianza integrata. L'attenzione delle guardie giurate Parchi è massima. «Ma non si può intervenire continuamente, su chilometri di costa - conferma Francesca Salvini - In tutto siamo 11 persone e nelle giornate clou facciamo pure uscite serali in collaborazione con guardia di finanza e guardie zoofile del Wwf». Perché a proposito del controllo dell'ambiente naturale, non bisogna scordarsi gli incendi. «Quest'anno c'è stata una sola situazione pericolosa - riflette Salvini - un solo fuoco a rischio. Ed è stata fatta una multa di 167 euro nella notte di Ferragosto». C'era pure un antefatto preoccupante: le fiamme - naturalmente dolose - alla Sterpaia (dalle parti del Nano Verde) in luglio. «È importante - ricorda Salvini - che tutti collaborino. Il bosco è secco e qua e là è facile trovare dei piccoli falò già pronti. Anche alla Sterpaia, il lunedì mattina, non dobbiamo "solo" rimettere in ordine le staccionate...». Eppure proprio quest'ultima parte dei nostri parchi resta uno spettacolo. Al di là del "Bosco della Sterpaia": naturalmente chiuso visto che è l'ultimo lembo retrodunale nella piana del Cornia, parente stretto delle aree verdi prima delle bonifiche. «Qui - dice Sbrilli - sono stati spostati i resti delle opere di Land art, salvati dal vandalismo...». Insomma habitat naturale prezioso, arenili mozzafiato. «E non scordiamo che c'è la spiaggia più attrezzata per disabili - evidenzia Sbrilli - Non ringrazieremo mai abbastanza le associazioni che hanno donato una struttura per la fruizione dei soggetti diversamente abili, attraverso la realizzazione, a proprie spese, di una pedana in legno e un box per il ricovero delle attrezzature che si trova nel retroduna tra il Nano Verde e il fosso Corniaccia». Davvero piena accessibilità e proprio per quel mare che spesso si può solo sognare.
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