Il Tirreno

Dal primo ottobre iniziativa referendaria sull’isola, obiettivo quota cinquemila

Comune Unico, scatta la raccolta delle firme

Stefano Taglione

2 MINUTI DI LETTURA





 PORTOFERRAIO. Via libera sul Comune Unico.  Dal primo di ottobre parte la raccolta firme per indire il referendum.  L'obiettivo del Comitato promotore è di trovare 5mila firme, che dovranno essere consegnate alla Regione Toscana.  In caso di esito positivo, l'ente governato da Enrico Rossi avrà il compito di verificare la documentazione e valutare la proposta di legge. Se la Regione confermerà l'ok al Comune unico, come ha fatto fino ad ora dando l'assenso alla procedibilità dell'iter, i cittadini elbani saranno chiamati alle urne molto probabilmente nella primavera del 2013.  Un si o un no, insomma, per avere l'Elba sotto un'unica municipalità.  Ma prima del voto il tutto dovrà passare dagli uffici del Consiglio regionale.  A favore del mutamento amministrativo potranno firmare tutti i cittadini residenti in Toscana, anche se il Comitato, per correttezza, ha già fatto sapere che raccoglierà la stragrande maggioranza delle firme all'interno del territorio isolano.  Il primo di ottobre sarà quindi il primo giorno disponibile per la caccia ai consensi. A partire da questa data, ed entro sei mesi, i moduli dovranno essere riempiti con 5mila autografi.  Per inaugurare la raccolta firme il Comitato ha già organizzato un "open day" proprio sabato primo ottobre.  E' già stato stilato un programma di massima: alle 17 verranno illustrate la proposta di legge e la relazione storica ed inizierà il dibattito a cui prenderanno parte i promotori, il pubblico e i sindaci presenti.  Alle 19.30 la giornata entrerà nel vivo con l'apertura dei gazebi per raccolta firme, mentre alle 20.30 si chiudono i battenti con una cena di auto-finanziamento che si terrà sotto le logge dell'ex caserma.  Molti gli ospiti invitati per l'occasione, che spaziano dai politici locali e quelli nazionali.  «Al momento ha garantito la sua presenza l'esponente del Pd Ermete Realacci - dice il coordinatore del Comitato per il Comune unico, Gabriele Orsini - ma stiamo contattando anche il vice-presidente del Senato Vannino Chiti e il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, oltre ad altri autorevoli personaggi politici, in modo da disporre di un parterre adeguato e multipartisan».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino