Il Tirreno

In settecento chiedono le fognature

I bagni comunali nella pineta di Baratti
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I bagni comunali nella pineta di Baratti

A Baratti prosegue la protesta. Il sindaco parla di disinformazione

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 PIOMBINO. Baratti senza fogne e costi di depurazione alle stelle: sono settecento le firme raccolte in pochi giorni tra i turisti. La petizione è arrivata ieri sulla scrivania del sindaco. Che si chiede il perchè della protesta dei ristoratori «proprio ora che la rete è programmata».  Anselmi parla di «atteggiamento immotivato, che favorisce il clima di disinformazione».  Confesercenti ribadisce i motivi. A partire dai costi di smaltimento dei liquami lievitati. E che nell'arco di pochi anni sono passati da qualche centinaio di euro agli oltre 3.500 mensili.  Per questo negli ultimi giorni i ristoratori chiedono, a chi cliente non è, 50 centesimi di contributo per l'uso dei servizi igienici.  Non solo. A preoccuparli, è la mancanza di un accordo che garantisca sui tempi per il completamento dell'opera, a cui si dicono disposti a contribuire.  In via transitoria si punta all'individuazione di soluzioni meno penalizzanti. Ad esempio con un protocollo che, vista la straordinarietà della situazione, registri, a partire dalla prossima stagione, una riduzione dei costi a carico delle attività.  Su questo Anselmi non si sbilancia. E punta il ragionmento sulla costruzione della rete fognaria, definendola una priorità della giunta. Anche in funzione dell'ottenimento della bandiera blu per il golfo.  Segue la descrizione dei tre lotti, per un costo complessivo di 700mila euro. Per il primo, dai Villini al depuratore, è imminente l'apertura del bando di gara e l'obiettivo è la conclusione dei lavori entro la prossima estate. «A seguire - aggiunge il sindaco - saranno realizzati gli altri segmenti. Il secondo andrà da Canessa ai Villini mentre con il terzo sarà raggiunto il borgo di Populonia».  Almeno per la prossima stagione, il rischio è che i ristoratori debbano tornare a pagare anche 24 mila euro per pochi mesi di apertura.  Confesercenti, a questo punto, chiede la sigla di un'intesa tra operatori e Comune a garanzia dell'impegno sull'avvio del primo e del secondo lotto entro l'estate 2012. O, in subordine, nel caso non fosse possibile avviare per quella data il secondo, lo stanziamento in bilancio di un contributo per gli operatori rimasti fuori dal primo lotto e che copra almeno la metà dei costi di smaltimento che dovrebbero sostenere. In questo caso, protesta sospesa.  Per ora, l'iniziativa va avanti. Come nei giorni scorsi, in modo soft. Niente banchetti all'esterno dei locali, ma dialogo e infomazione con i turisti. In gran parte toscani. «Per tutelare l'immagien di Baratti e dell'amministrazione - sottolinea Confesercenti - è stato deciso di non tradurre in inglese i volantini della protesta».  Gli operatori confermano la disponibilità a concorrere agli oneri di costruzione delle fognature, con un contributo economico: «Ma ora sta agli amministratori il compito di trovare una soluzione».

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di Redazione web