Il presidio
L'ex assessore Dini va all'attacco «Campo è piena di spazzatura»
Stefano Taglione
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MARINA DI CAMPO. L'ex assessore Alessandro Dini non ci sta a passare da provocatore e, passa all'attacco analizzando punto per punto ciò che secondo lui non va in quelli che prima erano i suoi settori di responsabilità. Decoro. Tutto inizia da una critica sul sistema di raccolta dei rifiuti. «La richiesta di dimissioni di Carpinacci - dice Dini - non è stata un capriccio estemporaneo, ma una decisione che ho preso dopo mesi di lamentele da parte di residenti e turisti. Gente non più disposta ad accettare a capo chino i cumuli di spazzatura per strada, spiaggia e porto. Il sindaco da responsabile dell'igiene pubblica non ha assolutamente affrontato i contenuti delle problematiche sul tappeto, ma lo ha sollevato per nasconderci la polvere e la spazzatura. Io, da responsabile del decoro urbano, non potevo certo accettare supinamente che il territorio venisse dequalificato. In giunta nessuno mi ha mai ascoltato, quindi, per il bene di Campo, non avevo alternative. Se le mie affermazioni risultavano ingenerose ed oltremodo provocatorie nei confronti dell'assessore Carpinacci e di chi continua a lasciarlo al suo posto, come mai in fretta e furia si è provveduto a ripulire le piattaforme delle isole ecologiche? Per pulire il pulito?». Porto. Dini si concentra poi sull'area portuale. «Le mie richieste per riqualificare l'area - continua il consigliere anziano - sono state negate a causa di imprecisati motivi di bilancio. E' un peccato perché, come al solito, ci ritroviamo sulla diga foranea con il solito duo impresentabile a fare una dubbia assistenza agli ormeggi. Il tutto perché non hanno voluto mettermi a disposizione la somma necessaria per regolarizzare il tutto». Critiche anche sull'escavo malriuscito fatto lo scorso marzo. «Un'operazione senza esito costata quasi 300mila euro e gestita in completa solitudine da Carpinacci. Lo stesso assessore che - continua Dini - senza averne mai discusso con nessuno, ha proposto il prolungamento di 40 metri del muraglione della diga foranea, senza sapere che le nuove tecnologie vanno verso i moli con molta scogliera in sopraflutto e non più in altezza». Spiaggia libera. Secondo Dini dare ad un bagnino 15mila euro per poco più di due mesi di servizio è intollerabile. «Si sono trovati i soldi per l'assistenza ai bagnanti - dice Dini - 15mila euro per soli settanta giorni di abbronzatura. Chi è cosi bravo e fortunato, fra tutti i lavoratori, da percepire uno stipendio di 7mila euro mensili per guardare il mare? Credo che anziché accontentare la minoranza bisognava lasciare stare il punto azzurro che c'era prima. Faceva lo stesso lavoro gratuitamente. Il sindaco deve cambiare registro o farsi da parte. Lo chiede gran parte della cittadinanza».
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