Il Tirreno

I locali a Baratti pagano fino a 3500 euro al mese per i servizi Asiu ed Asa. Petizione sostenuta dalla Confesercenti

Golfo senza fogne, scoppia la protesta

V.P.
I bagni nella pineta che ospita il Centro velico
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I bagni nella pineta che ospita il Centro velico

Da oggi i ristoratori chiedono 50 centesimi per l'uso del bagno

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 PIOMBINO. La sequenza è questa. Baratti ancora senza fogne. Costi per la depurazione alle stelle. Ristoranti che suppliscono alla scarsità di servizi igienici. E che da oggi, clienti esclusi, faranno pagare 50 centesimi a chi deve usare il bagno. La decisione degli operatori è maturata dopo che sono andati a vuoto i tentativi di ottenere una riduzione delle fatturazioni Asiu, su cui incide una pesante quota Asa.  Naufragata la richiesta di un protocollo che focalizzasse i tempi per una soluzione.  L'azione che comincerà oggi - sostenuta dalla Fiepet Confesercenti - ha un valore simbolico. Un po' una provocazione per mettere al centro un problema a cui, fino a quando i costi si sono dimostrati sostenibili, non è stato dato peso più di tanto.  Da un paio di stagioni, però, le cose sono cambiate. Tanto che dai mille euro del 2007, si è passati gradualmente ai 16.400 del 2009 e agli oltre 24 mila del 2010. L'esempio è calibrato su un'attività aperta da aprile a ottobre. Circa 3mila cinquecento euro al mese. Più o meno il doppio di quanto sono tenute a pagare strutture analoghe per un anno intero.  I titolari dei sei locali e la loro associazione di categoria affiancano la richiesta di pagamento ad una petizione indirizzata all'assessore Luca Pallini, con cui hanno avuto un incontro ritenuto insoddisfacente, e al sindaco, Gianni Anselmi.  Con le firme raccolte da oggi tra residenti e turisti, si chiede che le scelte di bilancio includano l'investimento per la realizzazione delle fognature, evitando così che nel 2012 si ripresenti la stessa situazione. Locandine e volantini tratteggiano il quadro, auspicando la comprensione dei frequentatori del golfo.  Per Adeanna Grilli, responsabile di zona Confesercenti, gli operatori non possono più reggere questo peso: «Suppliscono ad una carenza seria di servizi accollandosene i costi per intero. E non possono rischiare - dice - di arrivare all'anno prossimo nelle condizioni di adesso».  E cioè pagando trenta euro per ogni metro cubo di acque nere da smaltire nel depuratore di Riotorto, gestito da Asa, oltre al costo fisso di circa 200 euro ogni volta che, per trasferire i liquami, chiamano l'Asiu o le ditte del settore.  A Baratti, con migliaia di presenza estive, i bagni disponibili si riducono a poche unità. A parte quelli in pineta, affidati ad un privato (il costo del servizio è di 50 cent., un euro per la doccia), si contano tre o quattro Sebac e un paio di casottini non sempre accessibili. Altrimenti, i ristoranti. Oppure soluzioni en plein air. Mare incluso.  

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