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Un'altra stangata sulle aziende
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Emanuela MinelliRincarano del 25 per cento le visite e i controlli obbligatori dell'Asl
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PIOMBINO. Più care di circa il 25% le tariffe a carico delle aziende che si rivolgono all'Asl per essere in regola. Lo prevede la manovra regionale sulla sanità. Il rincaro è già scattato, destando in più parti la protesta delle associazioni di categoria. A partire dalla Cna. L'impennata investe tutta l'attività di prevenzione. E' esclusa solo la vigilanza che i dipartimenti delle Asl svolgono autonomamente - più o meno a sorpresa o in seguito ad un infortunio - sui luoghi di lavoro.Per questo tipo di intervento, le imprese non pagano. Pagano, invece, per i controlli obbligatori che devono essere eseguiti su loro stessa richiesta entro un determinato periodo di tempo. A volte una tantum, prima dell'avvio dell'attività. Altre volte, periodicamente. Il rischio, altrimenti, è quello di incorrere in sanzioni pesanti. Ed è qui che la Regione ha colpito. Più pesantemente nei casi in cui le verifiche sono affidate in via esclusisa alle Asl. Meno, quando anche i privati possono eseguirle, in regime di libero mercato regolato dal rapporto domanda- offerta, che ora potrebbe finire con l'avvantaggiarli. Ecco qualche esempio dei nuovi costi. Prendiamo le visite fiscali richieste per i dipendenti. Da qualche giorno sfiorano i cento euro orari contro i 79 antemanovra. Il parere di idoneità igienicosanitaria passa da 105,40 a 132,64 euro. Più pesanti, nelle stesse proporzioni, le verifiche annuali sulle gru o sui generatori, che vanno fatte ogni anno. Non va meglio agli artigiani del settore alimentare che, per legge, devono far analizzare determinati prodotti (come le creme) più volte nei dodici mesi. Si tratta in sostanza di controlli specialistici. Includono i test sulle scale aeree. E sugli ascensori e i montacarichi fino a cinque fermate che, però, appartengono alla schiera degli elementi su cui è prevista l'assegnazione dell'incarico a soggetti esterni. Autorizzati e in grado di rilasciare le certificazioni previste dalla legge. Con queste novità, le tariffe per ascensori e montacarichi passano da 90 a 113 euro. E se è vero che l'aumento investe tutti i capitoli dell'attività preventiva, inclusi i vaccini per chi si reca all'estero, è vero anche che sono le imprese a risultare le più penalizzate. Emanuela Minelli, coordinatrice di zona della Cna, parla di gioco al massacro. «Questa della Regione è una decisione vergognosa che colpisce doppiamente, vista la situazione economica generale», sostiene Minelli. Che qualcosa ha da dire anche sulla direzione in cui s'indirizza il provvedimento: «I controlli sono sacrosanti. Ma anche in questo caso si punta a punire chi fa tutto con correttezza. Gli aumenti incentivano ad uscire dalle regole, anziché a rispettarle».
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