Incontro in Confindustria tra Lucchini, imprese e sindacati: le ditte da mesi non vengono pagate
Indotto in affanno, troppe incertezze
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Il direttore di Confindustria Umberto Paoletti e a lato l’altoforno della LucchiniLe associazioni imprenditoriali puntano a un coordinamento coi lavoratori
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PIOMBINO. Indotto in forte affanno e poca chiarezza sulle prospettive del polo siderurgico. Le associazioni imprenditoriali puntano sulla nascita di un coordinamento con i sindacati. La proposta è maturata nella riunione di ieri. Nella sede di Confindustria si sono incontrati i rappresentanti di diverse imprese dell'orbita Lucchini. Con loro, le segreterie confederali e di Fim, Fiom e Uilm. Adesso Cna, Api e Confindustria stileranno il documento che ratificherà la nascita del nuovo organismo. E lo sottoporranno ai sindacati dai quali, salvo imprevisti del tutto improbabili, giungerà un'adesione politica. Sotto il segno del rafforzamento di un'azione comune da condurre coinvolgendo prima di tutte le istituzioni. Governo incluso. Nel giro di pochi giorni, le associazioni datoriali completeranno la mappatura della situazione in ciascuna azienda dell'indotto in termini di esposizione e di sofferenza dei conti. Per salari e stipendi il quadro non sembra essere particolamente critico, almeno per ora. Le imprese, a partire da quelle impegnate nella campagna di manutenzioni legata alla fermata estiva dell'altoforno, fino ad adesso sono state in grado di rispettare sostanzialmente le scadenze delle buste paga. Perchè hanno destinato a questo scopo le somme ricevute dalla Lucchini a parziale liquidazione del lavoro svolto. Ma il disagio c'è ed è forte. Lo conferma il direttore di Confindustria, Umberto Paoletti. Che di cifre non ne fa. «Aspettiamo di completare la mappatura per avere una panoramica attendibile. Di certo, - afferma Paoletti - possiamo dire fin da adesso che il quadro è peggiore rispetto a quanto emerso lo scorso anno, proprio di questi tempi, in occasione del raggiungimento dell'intesa con Fidi Toscana per l'istituzione del fondo di garanzia a favore dell'indotto». Anche in quell'occasione, come tiene a sottolinare il dirigente di Confindustria - la Regione giocò un ruolo importante. Si tratterà adesso di proseguire il dialogo puntando decisamente i riflettori sia sul disagio sempre meno contingente delle piccole e medie imprese, sia sulle prospettive del polo siderurgico. «Che piaccia o no - chiude Paoletti - è il secondo del Paese».
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