Il presidio
NUOVI TICKET SANITARI
Al Cup e in farmacia come dal commercialista
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Tanta incertezza, tempi più lunghi per riuscire a comprare una medicina o prenotare una visita specialistica ma, nonostante le novità introdotte dalla Regione, di fronte agli sportelli del Cup e in farmacia non si sono formate code nè i pazienti sono stati costretti a subire disagi. La rivoluzione dei ticket sanitari, calibrati sulla base del reddito e diversificati a seconda delle prestazioni, rimane per molti ancora una materia poco conosciuta. Ed è indubbiamente questo il vero problema: gli impiegati dell'Asl e il personale delle farmacie hanno dovuto, di volta in volta, dare spiegazioni ai cittadini al corrente del fatto che le regole erano cambiate ma ancora incapaci di orientarsi tra i codici in base ai quali calcolare il pagamento dei ticket.
Così, ad esempio, c'è chi ha dovuto contattare il commercialista per sapere con precisione quale categoria di reddito indicare sulle ricette o sui moduli di autocertificazione da compilare al Cup. O chi ha telefonato al fratello o al genitore per ottenere informazioni sul reddito del familiare per conto del quale doveva acquistare farmaci o prenotare visite. «Le difficoltà maggiori - spiegano alla farmacia Coli - le hanno avute gli anziani e le badanti straniere. Non tutti sanno con precisione a quale fascia di reddito appartengono loro o le persone che assitono, senza contare le difficoltà di comunicazione se si tratta di persone straniere». Tra i pazienti c'è anche chi non vorrebbe mettere in piazza le proprie questioni economiche o quelle dei familiari. «Ho dovuto spiegare all'impiegato dell'Asl - racconta una signora - che mia sorella fa un lavoro precario e che ora è disoccupata prima di capire se e quanto doveva pagare».
Così, ad esempio, c'è chi ha dovuto contattare il commercialista per sapere con precisione quale categoria di reddito indicare sulle ricette o sui moduli di autocertificazione da compilare al Cup. O chi ha telefonato al fratello o al genitore per ottenere informazioni sul reddito del familiare per conto del quale doveva acquistare farmaci o prenotare visite. «Le difficoltà maggiori - spiegano alla farmacia Coli - le hanno avute gli anziani e le badanti straniere. Non tutti sanno con precisione a quale fascia di reddito appartengono loro o le persone che assitono, senza contare le difficoltà di comunicazione se si tratta di persone straniere». Tra i pazienti c'è anche chi non vorrebbe mettere in piazza le proprie questioni economiche o quelle dei familiari. «Ho dovuto spiegare all'impiegato dell'Asl - racconta una signora - che mia sorella fa un lavoro precario e che ora è disoccupata prima di capire se e quanto doveva pagare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
