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I SINDACATI
Cgil avverte: «Non tutti i contratti sono regolari»
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PIOMBINO. Cuochi egiziani, addette alle pulizie romene, camerieri marocchini e bagnini italiani. L'esercito degli stagionali impegnati sulla costa e all'Elba porta le bandiere di almeno una quindicina di stati diversi. «Gli stranieri sono una parte importante della forza lavoro - spiega Mirello Berretti, della Cgil di Piombino - Negli ultimi anni sono aumentate le ex badanti che si sono buttate sul settore alberghiero per trovare un lavoro che lascia del tempo libero». Gli stranieri sono anche i soggetti più deboli, perché conoscono meno i loro diritti: «Il lavoro in nero? Ovviamente c'è, ma non abbiamo dati precisi - spiega Berretti - Le vertenze, invece, solitamente vengono fuori alla fine della stagione. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo avuto alcuni casi di stagionali assunti con il cosiddetto "contratto giallo". Si tratta di una forma di accordo non riconosciuta dai tre sindacati confederali, che offre condizioni peggiori ai lavoratori. Non è facile entrare in queste situazioni, dato che alcune strutture prendono il personale all'estero, ad esempio in Romania, lo fanno arrivare in pullman all'inizio della stagione e poi lo rispediscono a casa a settembre». Non è il caso del Park Albatros, dove lavorano 180 persone con regolari contratti: "Il 70% del nostro personale è rappresentato da ragazzi italiani della zona - spiega il direttore Marco Vannucchi - Il resto sono stranieri, in particolare inglesi e olandesi. Gli stipendi si aggirano intorno 900-1.000 euro per i camerieri e arrivano ai 1.200 per un cuoco".
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