Il Tirreno

Via il parcheggio, Poggio riconquista la piazza

Piazza del Castagneto come si presenta oggi dopo i lavori di riqualificazione
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Piazza del Castagneto come si presenta oggi dopo i lavori di riqualificazione

Tutto granito elbano per il recupero del centro del paese progettato da Ferruzzi

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 POGGIO. Via il parcheggio. Piazza del Castagneto torna ad essere un luogo di incontro. Uno spazio aperto e fruibile per residenti e turisti grazie ai lavori, voluti dall'amministrazione comunale di Marciana e progettati dall'architetto marcianese Paolo Ferruzzi coadiuvato dall'ingegnere Renzo Isolani. Tecnicamente una riqualificazione ma, per chi vive e frequenta questo piccolo centro, molto di più: la restituzione al paese di uno spazio perduto dove un tempo giochi e musica la facevano da padrone.  L'uso di materiali locali, a cominciare dal granito elbano, e l'approfondito studio storico del luogo sono i cardini della progettazione che Ferruzzi ha sviluppato tenendo conto delle esigenze del paese. «I lavori sono cominciati a fine aprile - spiega il sindaco, Anna Bulgaresi - e sono terminati dopo circa tre mesi. Il progetto esalta la presenza dell'obelisco di Giò Pomodoro e recupera, attraverso una fontana, l'antico abbeveratorio. L'obbiettivo era quello di riqualificare ma anche di favorire l'insediamento, in questa parte del paese, di nuove attività. L'auspicio è che nelle stanze che si affacciano sulla piazza tornino a lavorare gli artigiani». L'intervento premia la comunità di Poggio «che conserva - continua Bulgaresi - un fortissimo legame con il proprio paese: tutti sono attenti al bene della frazione dove vivono e di cui la piazza sarà l'anima».  «Dietro ogni progetto - spiega l'architetto Ferruzzi - ci deve essere un po' di cuore. A maggior ragione per quello di questa piazza. Io sono di Poggio. Ho cercato di dare un significato, e quindi valorizzare, la presenza dell'obelisco di Pomodoro alla quale, al momento della sua posa in opera, mi opposi perché nel contesto dell'epoca non aveva alcun significato. Oggi non è più così. Tra gli aspetti qualificanti, che recuperano la storia e la tradizione di questo luogo, c'è la fontana, al posto dell'antico abbeveratorio, e il recupero dello scivolo del Chiasso che aveva perso la sua funzione e che, come scalinata, oggi mette in comunicazione con le strade vicine». Fondamentale la scelta di utilizzare tutti materiali elbani, a cominciare dal granito delle cave locali «alle quali - conclude Ferruzzi - va il mio ringraziamento». V.L.

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