Il Tirreno

I proprietari erano a prendere un gelato, rubati oro e gioielli

Ladri scatenati in una villa

Gianni Parrini
La villetta svaligiata sull’Aurelia sud
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La villetta svaligiata sull’Aurelia sud

Forzano la cassaforte con mola e piccone

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Furto nella notte in una villa di Venturina. Venerdì sera, tra le ore 21 e le 22, una banda di ladri si è introdotta nell'abitazione della famiglia Benini, al numero 36 di via Aurelia sud, mentre il capofamiglia Roberto era uscito per portare i figli (di 6 e 8 anni) a prendere un gelato al bar del centro e la moglie non era in casa. In una sola ora di tempo, i malviventi sono stati capaci di tagliare la rete del giardino, forzare due finestre del pianterreno, controllare che il sistema d'allarme fosse disinserito, trovare e aprire la cassaforte. E quest'ultima parte non era per niente semplice, dato che la cassetta blindata era protetta da uno sportello di acciaio spesso un centimetro e mezzo. Ma i furfanti, evidentemente, erano preparati: avevano portato una mola con lama sottile, adatta a tagliare un simile strato di metallo in soli 20 minuti. Aperta una fessura nello sportello, sono scesi in giardino e nel capanno degli attrezzi hanno preso un piccone, con il quale hanno allargato la breccia. Purtroppo per loro, però, il bottino è stato magro: «Nella cassaforte non c'erano soldi - spiega Giovanni Benini, 67 anni, padre del proprietario di casa - Solo una collana e qualche altro braccialetto d'oro, per un valore massimo di due o tre mila euro». Non proprio quello che si aspettavano i ladri, che a quel punto sono saliti nella mansarda dove hanno sfondato a calci tre piccole porticine che portavano al sottotetto, dove forse pensavano di trovare altre casseforti. Che invece non c'erano. Intorno alle 22.10, però, Roberto (38 anni) è rientrato a casa con i due figli. I ladri devono aver visto lampeggiare le luci di apertura del cancello e a quel punto sono scesi in frutta e furia, uscendo dall'ingresso secondario (lo stesso da cui erano entrati) e attraversando furtivamente il giardino sono usciti dalla proprietà dei Benini.  Parcheggiata la macchina sul vialetto, il padrone di casa ha visto le finestre aperte, ma sul momento non ha capito quanto era accaduto. Solo quando è entrato nella villetta e ha scoperto la cassaforte semidistrutta, si è reso conto che erano passati i ladri. A quel punto ha chiamato il padre e ha sporto denuncia ai carabinieri di Venturina. «I malviventi non hanno avuto molto tempo, dato che alcune camere non sono state neppure visitate. Probabilmente, però, sapevano dove cercare - spiega ancora il padre Giovanni - Forse il bottino non era quello che speravano, ma sono stati comunque fortunati: nell'ora in cui hanno commesso il furto, davanti alla casa sono passati prima mio fratello e poi l'altro mio figlio. Entrambi erano venuti a trovare i nipoti, ma quando hanno visto che in casa era tutto spento, se ne sono andati».  I Benini sono una nota famiglia di commercianti all'ingrosso: padre e figlio da anni sono distributori dei gelati Algida nella Val di Cornia, all'Elba e in provincia di Grosseto. «Ho chiamato il Tirreno perché ritengo che sia utile mettere in guardia le famiglie della zona - spiega il più anziano dei Benini - Credo che i cittadini debbano svolgere un ruolo attivo per mantenere sicura questa città e dare una mano alle forze dell'ordine». Intanto le indagini dei carabinieri si concentrano su una Panda nera (nuovo modello) che l'altra sera alcuni vicini hanno visto muoversi vicino alla casa, proprio intorno all'ora del furto. Inoltre, considerando il poco tempo a disposizione e la perizia con cui si sono mossi in casa e nel giardino, si pensa che i malviventi conoscessero già l'abitazione.

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