Il Tirreno

Fiamme a bordo, salvi due turisti

Il Birba in fiamme a Mola e prima dell’incidente di giovedì notte
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Il Birba in fiamme a Mola e prima dell’incidente di giovedì notte

L'imbarcazione di 14 metri a picco nel golfo di Mola

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 PORTO AZZURRO. L'incendio è scoppiato all'improvviso intorno all'una e 40, nel cuore della notte. Tre ore dopo lo scafo in vetroresina, avvolto dalle fiamme e ormai ridotto a uno scheletro, è colato a picco in mezzo al Golfo di Mola.  Questa la fine del Birba, un quattrodici metri a motore, preso a noleggio da una coppia di Roma - che si è salvata buttandosi in mare - per una vacanza sull'isola che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.  L'imbarcazione, un Gobbi 425, proveniva da Talamone, dove era stata noleggiata presso l'agenzia Blue Point. I due turisti romani erano arrivati da poco all'Elba e avevano trovato posto per la notte nel campo boe del Golfo di Mola nella tarda serata di giovedì. Dopo le operazioni di ancoraggio la coppia era andata a dormire ma intorno all'una e 40 è stata svegliata dal fumo. In preda al panico i due romani sono usciti dalla cuccetta dell'imbarcazione e si sono gettati a mare, subito soccorsi da un diportista, Marco Ricci, che li ha caricati sul suo tender.  Dalle altre barche vicine, viste le fiamme, è stato dato l'allarme alla capitaneria e ai vigili del fuoco, subito intervenuti per tentare di spengere il rogo. I due turisti romani sono stati portati a terra, impauriti ma salvi, e sono stati affidati alle cure del personale della Misericordia di Porto Azzurro.  Intanto di fronte a loro il bel motoscafo da 14 metri si trasformava in una palla di fuoco. La motovedetta Cp805 della capitaneria ha lottato contro le fiamme per ore, anche con il supporto di un mezzo navale della polizia penitenziaria. Una battaglia purtroppo impari terminata con il naufragio del Birba intorno alle 4 e mezza del mattino. Lo scafo si è adagiato a circa 2 metri di profondità e sono immediatamente scattate tutte le operazioni necessarie a contenere sversamenti in mare di sostanze inquinati, compreso il recupero dei serbatoi, che contenevano 200 litri di carburante, e il posizionamento di panne assorbenti.  Da una prima sommaria ricostruzione dei fatti sembra che l'incendio sia stato provocato da un problema al sistema elettrico che alimenta le piastre del cucinotto dell'imbarcazione. Spetterà ora alla ditta proprietaria del mezzo, la Blue Point di Talamone, recuperarlo e intervenire per prevenire o eliminare eventuali forme di inquinamento. V.L.

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