Il presidio
Critico Sironi (Pdl): con questo sistema chi ha bisogno resta tagliato fuori
«No alle case popolari a vita, la Finanza aumenti i controlli»
Francesca Lenzi
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Giovanni Sironi 3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. La legge è sbagliata ma i controlli non ci sono. Questa è in sostanza l'opinione di Giovanni Sironi, esponente Pdl e vicepresidente del consiglio comunale sulla questione alloggi pubblici, dopo le dichiarazioni dell'assessore Anna Tempestini e dell'architetto Giovanni Grassi di Casalp. «Per due mandati sono stato nella commissione case popolari, e qualcosa credo di saperla a proposito - afferma Sironi - Di base c'è una legge che è sbagliata. Non so nemmeno chi l'abbia fatta, se la destra o la sinistra, e non mi interessa». «Gli alloggi popolari - prosegue Sironi - vanno giustamente a chi ha bisogno, in un preciso momento, che può essere un anno come dieci. Spesso però questo vuol dire tenersela per tutta la vita». Per il vicepresidente del consiglio il senso dell'assegnazione della casa comunale dovrebbe corrispondere a una effettiva esigenza della famiglia per un determinato periodo, passato il quale, l'abitazione dovrebbe essere nuovamente consegnata per altre situazioni di disagio. «Invece esistono casi nei quali l'ingegno per mantenere la casa porta i figli di persone anziane a prendere residenza nell'alloggio così da conservarne alla morte del genitore la locazione - spiega Sironi - Se dopo dieci anni una persona risolve i propri problemi, vince al Superenalotto magari, o semplicemente i figli trovano lavoro, è giusto che restituisca la casa». Il consigliere del Pdl ammette le difficoltà dell'amministrazione e di Casalp nell'ambito di una concreta gestione del problema, ma allo stesso tempo ne critica l'impegno negli accertamenti. «Hanno le mani legate, è vero - sostiene Sironi - Però nessuno controlla. L'idea dell'autocertificazione per il reddito non porta proprio a niente. Faccio un esempio, a San Rocco, dove c'è il Penny, sotto le case popolari si vedono auto da 100-150.000 euro, con gente che paga 120 euro di affitto. O ancora, vivono in appartamenti pubblici proprietari di negozi. Qualcosa non torna, è evidente. Quando Grassi afferma che episodi particolarmente insoliti vengono segnalati alla guardia di finanza, io sinceramente vorrei sapere quante volte questo è successo. E comunque i controlli non dovrebbero avvenire solo per situazioni anomale, ma sempre». Secondo Sironi le verifiche non dovrebbero limitarsi a casi sporadici, ma ogni 2-3 anni tutte le dichiarazioni dei redditi di chi ha un'abitazione comunale dovrebbero essere girate per un accertamento alla guardia di finanza. «Ormai chi vive in una casa popolare è come se ne fosse diventato il proprietario senza pagare nessun mutuo - insiste Sironi - Più passa il tempo e peggio è, considerato che ci sono sempre più famiglie che effettivamente avrebbero bisogno di aiuto». Il vicepresidente del consiglio interviene anche sulla questione delle morosità: «Vorrei che l'assessore Tempestini dicesse la percentuale di chi non paga l'affitto. Scommetto che è altissima. E quanta gente avranno mandato via finora? Al massimo una famiglia. Ci si poteva svegliare prima. Non dico di buttare in mezzo alla strada la gente, i casi estremi ci sono, ma negli altri è necessario che l'affitto venga pagato».
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