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Lucchini: c'è l'accordo, ok delle banche alla ristrutturazione del debito

Lucchini: c'è l'accordo, ok delle banche alla ristrutturazione del debito

Una speranza per i lavoratori delle acciaierie di Piombino. Dopo una trattativa durata mesi, gli istituti di credito hanno dato l'ok al piano

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La notizia tanto attesa è arrivata con una lettera, recapitata nell'ufficio del sottosegretario allo sviluppo Stefano Saglia. Finalmente c'è la boccata d'ossigeno per il Gruppo Lucchini. Oggi, dopo una trattativa durata mesi, le banche hanno dato l'ok al piano di ristrutturazione del debito da 770 milioni di euro. Il via libera al piano è stato annunciato in serata dal sottosegretario Saglia nel corso del tavolo che si è tenuto a Roma con i responsabili di sindacati, istituzioni locali, management dell'azienda e rappresentanti del pool di banche creditrici verso il gruppo siderurgico. Dopo una trattativa estenuante è stato trovato un punto di equilibrio con gli istituti di credito, incerti fino all'ultimo sulle quote di nuova finanza e sulle lettere di credito da versare. Alla fine l'accordo, incagliatosi soprattutto sull'immissione di nuovo denaro da parte delle banche, è stato trovato sulla base di 78 milioni di prestito ponte, anziché i previsti 80, e su 48 milioni di lettere di credito anziché i previsti 60. Non è escluso che nuovi istituti bancari entrino per colmare le quote mancanti. L'ok alla ristrutturazione garantisce nuova liquidità al Gruppo Lucchini per andare avnti e sondare il terreno, con relativa tranquillità, per trovare acquirenti che subentrino ai russi della Severstal guidata da Alexey Mordashov. L'accordo sul debito sblocca anche la cessione di Ascometal, la controllata francese del Gruppo, per cui è fissato un incontro in Francia già domani. Adesso si apre una fase anche più delicata, quella relativa al piano industriale per il futuro produttivo della Lucchini di Piombino (nella foto l'altoforno). Intanto Mirko Lami e Paolo Francini, i due operai in sciopero della fame, hanno interrotto la loro protesta.

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