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Lucchini, operaio proseguelo sciopero della fame con lui il collega di Castagneto

Lucchini, operaio proseguelo sciopero della fame con lui il collega di Castagneto

Mirko Lami ha smesso di mangiare da venerdì scorso. Mercoledì le banche decideranno se sostenere il piano di ristrutturazione. E alla sua protesta si aggiunge il capogruppo di "Sinistra per Castagneto" Paolo Francini, anch'egli operaio della Lucchini

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PIOMBINO. Terzo giorno di sciopero della fame per Mirko Lami. Il coordinatore delle Rsu Fiom dello stabilimento di Piombino ha smesso di mangiare da venerdì scorso per richiamare l'attenzione sulla situazione del Gruppo Lucchini, sospeso tra la ristrutturazione del debito da 770 milioni e l'apertura delle procedure di amministrazione straordinaria.

Mercoledì prossimo, nel corso del vertice convocato nella sede del ministero allo Sviluppo economico, le banche decideranno se sostenere il piano di ristrutturazione. Il sindacalista Fiom ha scelto questa forma di protesta eclatante per mettere pressione sugli istituti di credito. Lami da venerdì beve solo acqua e assume esclusivamente alcuni integratori consigliati dal proprio medico di famiglia, che lo segue ogni giorno. Le sue condizioni sono buone.

Nel frattempo si unisce alla protesta con analogo sciopero della fame il capogruppo della Sinistra per Castagneto, Paolo Francini, anch'egli operaio della Lucchini. Francini, che a partire dalla mezzanotte di oggi si nutrirà solo di liquidi, spiega: "E' il momento in cui ognuno è chiamato a fare il massimo, a partire da chi (con un ruolo o l'altro) fa parte delle istituzioni. Di fronte all'assurdità e all'avidità di chi detiene il potere politico ed economico, noi possiamo contrapporre solo la nostra determinazione e la nostra dignità".

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