Il Tirreno

Sindacalista fa sciopero della fame per salvare la Lucchini

Sindacalista fa sciopero della fame per salvare la Lucchini

1 MINUTI DI LETTURA





Da oggi è in sciopero della fame per la salvezza dello stabilimento Lucchini di Piombino. L'iniziativa estrema è stata annunciata stamani nel corso del consiglio di fabbrica da Mirko Lami (nella foto) coordinatore delle Rsu Fiom della Lucchini. Il sindacalista ha deciso di smettere di mangiare da stamani fino a mercoledì 6 luglio, il termine fissato dal governo, entro cui le banche decideranno se sostenere la ristrutturazione del debito da 770 milioni del Gruppo Lucchini.

Ieri, nella sede del ministero allo Sviluppo economico, si è tenuto il tavolo a cui hanno partecipato anche gli advisor delle banche e dell'azienda. Alcuni istituti non hanno sciolto le riserve sul piano, tanto che il sottosegretario Saglia ha chiesto all'azienda un ulteriore margine di manovra fino al 6 luglio. La data entro cui si capirà se le banche daranno l'ok al piano o per la Lucchini saranno avviate le procedure di amministrazione straordinaria. «L'ho annunciato in consiglio di fabbrica e intendo mantenere il mio impegno - ha detto Mirko Lami, piombinese, 47 anni - se vogliamo farci sentire lo dobbiamo fare adesso. Protestare dopo il 6 luglio non servirebbe più a niente». YG4

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera