Fumata grigia al ministero, un altro rinvio. Anselmi: ci sono ancora aspetti formali e finanziari da risolvere
Lucchini, il futuro appeso a un filo
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Lo stabilimento Lucchini Saglia dà l'ultimatum: sei giorni per trovare un accordo tra le banche
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PIOMBINO. Manca poco, ma l'accordo sul debito non c'è. E il futuro della Lucchini resta appeso a un filo. A un'ultima scadenza, fissata per il prossimo 6 luglio dal sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia. Ieri la spedizione toscana, composta da sindacati, istituzioni locali e azienda, è tornata dal vertice al ministero senza il via libera delle banche. In sei giorni le banche dovranno portare a termine ciò che non sono state in grado di fare da mesi. Ovvero trovare l'intesa per la ristrutturazione del debito da 770 milioni. Altrimenti per Lucchini sarà avviata l'amministrazione straordinaria. L'ennesimo rinvio, di certo, non riduce la preoccupazione delle istituzioni e dei sindacati per la vicenda. «Manca poco in termini quantitativi - racconta il sindaco Gianni Anselmi - ma ci sono ancora aspetti formali e finanziari da risolvere tra le banche. Il 6 è la data ultima, aspetteremo quel giorno lavorando tutti per trovare una soluzione». Dall'ok degli istituti dipendono le prospettive del gruppo siderurgico. «Ciò che sconcerta è che si sta delineando la classica vicenda italiana in cui si decide tutto all'ultimo minuto - spiega Anselmi - poche persone, al limite dell'irresponsabilità, si trovano a decidere sulla pelle di migliaia di lavoratori». Nonostante i ripetuti contatti tra gli advisor Lazard (Gruppo Lucchini) e Rotschild (banche) il sottosegretario Saglia non è stato in grado di chiudere il cerchio con gli istituti, ancora non allineati sugli importi di nuova finanza da iniettare a sostegno del piano. E, ora che i tempi per l'accordo sono davvero ridotti al lumicino, anche il pessimismo dei sindacati sembra prendere il sopravvento. «Saglia ha detto che le posizioni delle banche sono vicine - commentano Fim, Fiom e Uilm - riteniamo tuttavia che se non c'è l'accordo oggi sarà difficile che ci sia tra sei giorni. E' chiaro che il problema non si limita alle cifre, ma si estende alla fiducia e alle prospettive del gruppo». C'è tempo fino a mercoledì prossimo per sbloccare lo stallo delle banche. «Faccio un richiamo alla responsabilità dei primari gruppi bancari nazionali interessati alla ristrutturazione affinché trovino l'accordo - ha detto l'assessore regionale allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini - la Regione sostiene il lavoro che il governo sta portando avanti con serietà». Un passo avanti delle banche è del resto l'unico modo per evitare l'amministrazione straordinaria, ipotesi definita dallo stesso Saglia come una «situazione drammatica». «Stiamo parlando delle principali banche italiane - afferma il presidente della Provincia Giorgio Kutufà - devono avere la responsabilità degna delle grandi banche di sistema, affinché vadano oltre le difficoltà reciproche e firmino l'intesa sul debito». Luca Centini ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2
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