Il Tirreno

Il gruppo russo fuori dalla crisi

E intanto Severstal vola: più 35,9% di ricavi nel primo trimestre

Alexej Mordashov
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Alexej Mordashov

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 PIOMBINO. Il Gruppo Lucchini annaspa tra la ristrutturazione del debito da 770 milioni e l'ipotesi di amministrazione straordinaria. Al contrario Severstal, che fino a pochi mesi fa rappresentava la proprietà Lucchini, ha assorbito i contraccolpi della crisi, macinando acciaio e accumulando profitti in costante crescita. Alexey Mordashov è il grande assente della partita per la sopravvivenza della Lucchini. Il magnate russo si è tirato indietro, lasciando il pallino delle operazioni alle banche. Eppure di debolezza non c'è traccia sul fronte russo guardando il rendiconto di Severstal. La multinazionale proprietaria al 49,8% di Lucchini (il 50,2% è di Mordashov), ha chiuso il primo trimestre 2011 con ricavi per 3.727 milioni di dollari, il 35,9% in più del primo trimestre 2010. I profitti sono tornati a crescere (531 milioni), risalendo dall'ultimo trimestre 2010, in cui si erano registrate perdite di 352 milioni. Lucchini piange, quindi, mentre Severstal è tornata a ridere, grazie anche a una ritrovata solidità finanziaria con liquidità pari a 1.791 milioni in cassa e in depositi a breve termine.  Il commento di Alexey Mordashov, pubblicato sul sito della compagnia russa, suona beffardo: «Nel primo trimestre ci siamo concentrati sull'incremento della capacità di profitto vendendo prodotti di maggior valore aggiunto - ha spiegato - ci aspettiamo un ulteriore miglioramento nella nostra performance operativa e finanziaria nel secondo trimestre 2011 e siamo fiduciosi sulle prospettive per l'intero anno». Prospettive che, per il Gruppo Lucchini, sono ben più complicate da immaginare. (lu.ce.)

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