Il presidio
Debito Lucchini, un altro rinvio: le banche non trovano l'accordo
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Ennesimo rinvio, il destino della Lucchini si decide sul filo di lana. E' slittato a giovedì il vertice convocato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, decisivo per la ratifica dell'accordo sul debito da 770 milioni. Per l'ultima volta si siederanno allo stesso tavolo gli advisor Lazard per il gruppo Lucchini e Rotschild, in rappresentanza delle banche coinvolte. Un tentativo estremo, insomma, per limare le ultime divergenze tra le parti e trovare la quadratura del cerchio.
Il vertice si terrà a Milano, nella sede della Regione Lombardia e non a Roma come previsto, anche per gli impegni istituzionali che vedono coinvolto il sottosegretario Saglia. Si riuniranno i rappresentanti della Lucchini, dei sindacati e delle istituzioni locali. L'invito è rivolto anche a Severstal, ancora dentro Lucchini col 49,8% delle quote ma da tempo lontana dalla trattativa con le banche. Il rinvio è stato deciso per «consentire ulteriori approfondimenti» alle banche. Non proprio ciò che attendevano i lavoratori Lucchini e i sindacati, tornati con moderato ottimismo dal blitz davanti alla sede di Mediobanca di venerdì scorso. In queste ore le distanze non si sono colmate, anche se oltre il 30 giugno - a meno di qualcosa di inatteso - non si può andare.
Il vertice si terrà a Milano, nella sede della Regione Lombardia e non a Roma come previsto, anche per gli impegni istituzionali che vedono coinvolto il sottosegretario Saglia. Si riuniranno i rappresentanti della Lucchini, dei sindacati e delle istituzioni locali. L'invito è rivolto anche a Severstal, ancora dentro Lucchini col 49,8% delle quote ma da tempo lontana dalla trattativa con le banche. Il rinvio è stato deciso per «consentire ulteriori approfondimenti» alle banche. Non proprio ciò che attendevano i lavoratori Lucchini e i sindacati, tornati con moderato ottimismo dal blitz davanti alla sede di Mediobanca di venerdì scorso. In queste ore le distanze non si sono colmate, anche se oltre il 30 giugno - a meno di qualcosa di inatteso - non si può andare.
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