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Otto mesi per un esame e il paziente scrive a Rossi «Elbani senza garanzie»

Il presidio ospedaliero di Portoferraio
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Il presidio ospedaliero di Portoferraio

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 RIO MARINA. Otto mesi di attesa per un doppler venoso. Un esame clinico piuttosto diffuso, soprattutto tra le persone in su con l'età, ma che gli elbani non possono svolgere in tempi accettabili. A sollevare il caso è Lorenzo Marchetti, esponente del Pd di Rio Marina e ex presidente della società Parco Minerario.  Marchetti si è rivolto ieri al Cup (il centro unico per le prenotazioni dell'Asl) per prenotare l'esame in questione e, per riuscire a farlo all'Elba, evitando un "viaggio della salute" in continente, si è sentito rispondere che dovrà attendere fino al 12 febbraio 2012. Così ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione, Enrico Rossi, per denunciare la situazione e chiedere interventi che assicurino agli elbani il rispetto del diritto alla salute o quanto meno gli stessi diritti di un cittadino residente a Livorno o a Cecina. «Noi cittadini dell'Elba - scrive Marchetti a Rossi - non chiediamo la luna, vogliamo solo le stesse garanzie e le uguali opportunità di chi vive sulla terraferma. Ma così non è». Per ottenere prima un appuntamento Marchetti, come tutti quelli che si trovano o si sono trovati nelle sue condizioni, avrebbe dovuto rivolgersi a una struttura ospedaliera del continente. «Questo tuttavia - scrive Marchetti - presuppone un aggravio di spesa eccessivo: trasferimento in traghetto dell'auto, consumo della benzina, pranzo al ristorante, magari pernottamento in albergo e così via. Tutto ciò mette noi cittadini dell'Elba in una condizione di assolita inferiorità». Oltre tutto, fa osservare Marchetti, presto le strutture sanitarie dell'isola dovranno far fronte all'arrivo dei turisti: da 30mila residenti a 300mila persone presenti sul territorio. Di questo, afferma Marchetti, la Regione deve riuscire a farsi carico.

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