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In zona San Giovanni solo 10 gli alloggi promessi in vendita sui 31 previsti
Case convenzionate, si vende poco E il Comune cambierà i requisiti
Paolo Federighi
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Una seduta del consiglio comunale 3 MINUTI DI LETTURA
SAN VINCENZO. L'immobiliare Cristiani, le imprese "Edildimar" e "3P Costruzioni" e lo "Studio Sparapani" hanno chiesto al Comune di ampliare i vincoli richiesti per i 31 alloggi di edilizia convenzionata in costruzione in zona San Giovanni. Sono solo 10, ad oggi, gli appartamenti promessi in vendita. Troppo poco, secondo chi segue l'operazione, davanti al notevole investimento fatto. «Nonostante lo sforzo, anche pubblicitario - dice l'agente immobiliare Livio Cristiani - ci siamo fermati a 10 appartamenti promessi in vendita. Non che non vi sia interesse verso gli alloggi, tutti d'alta qualità, a basso consumo energetico, terrazzi pranzabili, ampi garage e giardini. Il prezzo, inoltre, fissato dalla convenzione, di poco superiore ai 200mila euro, è decisamente contenuto. Non è previsto - prosegue - alcun utile per le imprese e, per scelta dell'agenzia, non c'è da corrispondere alcuna provvigione. Di richieste, in verità, ce ne sono state molte, ma tutte da chi non aveva i requisiti necessari o possiede già immobili». «Nella convenzione - sostiene Cristiani - la priorità spetta ai residenti, in particolare giovani coppie, coppie di fatto. Molte di queste figure hanno difficoltà nell'accesso al credito, vuoi per i redditi bassi, vuoi perché occupati a tempo determinato. I criteri di assegnazione restrittivi - prosegue - si sommano a queste difficoltà, e alla parte che indica di non essere stati proprietari di case negli ultimi 5 anni». Cosa si chiede al Comune. «Di togliere il vincolo - dice Cristiani - relativo alla proprietà di un alloggio negli ultimi 5 anni. Poiché un alloggio in convenzionata può essere solo prima casa, al momento dell'assegnazione l'eventuale casa posseduta deve essere già stata alienata. Ci auguriamo procedure più semplici ed efficaci. L'accoglimento della proposta potrà arrestare l'emigrazione verso Comuni dove tale vincolo non c'è». Il Comune, con una nota, comunica di accettare la proposta e che apporterà alcuni cambiamenti nei criteri di assegnazione. «Per evitare speculazioni - si legge - sono stati stabiliti requisiti minimi quale, ad esempio, quello di non essere proprietari di alcun immobile. Le realizzazioni fatte, unitamente alla crisi economica, hanno limitato la domanda da parte di chi non possiede immobili, nonostante i prezzi siano la metà di quelli sul mercato. L'amministrazione ritiene opportuno consentire l'assegnazione anche ai proprietari di un immobile, a patto che lo stesso sia ceduto prima dell'acquisto del nuovo appartamento. Tali interventi - prosegue la nota - contribuiranno all'incremento della popolazione, poiché la situazione economica rende difficile l'acquisto di un'abitazione, anche ai prezzi della convenzionata, se non si ha un reddito elevato o un immobile. Sarà quindi proposta una delibera, nel consiglio che consentirà un ampliamento dei requisiti minimi, mantenendo ferme le priorità. Per ulteriore trasparenza, si disporrà che le richieste d'assegnazione siano inviate anche al Comune, che così potrà meglio controllare il rispetto di requisiti e priorità. L'amministrazione - si conclude - è aperta alla verifica di questo istituto e a ricorrere ad altre forme di edilizia per dare risposta alla crescente domanda di abitazione».
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