Pasquini (Cia): i prezzi di tutti i prodotti sono in picchiata e anche la burocrazia ostacola il lavoro
Agricoltura sempre più in affanno
Francesca Zamboni
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Raccolta di ortaggi nei campi della zona Aziende in difficoltà per costi di produzione altissimi e concorrenza sleale
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VENTURINA. Grande sofferenza per il mercato agricolo in Val di Cornia. Problema dovuto alla grande distribuzione, ovvero alle multinazionali che, secondo il produttore locale Pierpaolo Pasquini, vicepresidente della Cia (Confederazione agricoltori), stanno facendo delle vere forzature, mettendo in concorrenza la nostra frutta con quella dei paesi esteri. «I nostri costi di produzione sono altissimi - dice Pasquini - e la sofferenza riguarda non soltanto ortaggi e frutta di stagione, ma anche vino e olio i cui prezzi si stanno abbassando notevolmente. Per l'olio - spiega il produttore - è prevista una liquidazione inferiore rispetto all'annata 2009-2010. Inoltre per il vino c'è stata una richiesta più bassa a causa degli alcol-test che non invitano certo a consumarne più di un bicchiere a pasto». Inoltre, sempre secondo quanto spiegato dal vicepresidente Cia, c'è stato un aumento vertiginoso dei costi di produzione per i teli di plastica utilizzati in agricoltura, in quanto fatti con materiali derivati dal petrolio, peggiorando l'aspetto economico. Pasquini non nasconde una certa amarezza per questa situazione in forte declino. E tiene a precisare che quanto rilasciato viene detto non tanto in qualità di vicepresidente Cia, ma soprattutto in veste di produttore che sta vivendo in prima persona questo momento difficile per il mondo agricolo. «Un altro problema, che contribuisce ad aggravare questo periodo buio per la nostra agricoltura - aggiunge Pasquini - è la burocrazia, perché le aziende a conduzione soprattutto familiare perdono il 60% del loro tempo dietro lo svolgimento delle pratiche burocratiche, trascurando l'attività agricola». L'agricoltore suveretano lamenta anche il fatto che molti prodotti come ad esempio i meloni, apparentemente nostrani secondo la dicitura della marca, sono invece provenienti da altre regioni e venduti a prezzi veramente irrisori con promozioni che vanno a discapito dei prodotti della Val di Cornia, dando vita ad una forma di pubblicità ingannevole. «Una soluzione al problema potrebbe essere raggiunta se le aziende si sedessero al tavolino - propone Pasquini - con la grande distribuzione, giocando la carta di una concorrenza leale, cosa che per adesso non sta avvenendo». Al momento, la situazione agricola è disastrosa e lo è per una serie di problemi economici che riguarda un po' tutti i settori e che vanno a formare un circolo vizioso da cui è difficile uscire, se non si trova il modo di dialogare.
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