Il presidio
Gli inquilini potranno denunciare i proprietari e avere una riduzione del canone del 70%
Affitti al nero, caccia ai furbetti
Luca Centini
Super sanzioni agli irregolari: oltre il 480% dell'imposta dovuta
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PIOMBINO. Cala la mannaia su chi affitta al nero. Da ieri sono scattate le super-sanzioni introdotte assieme alla cedolare secca sugli affitti, nell'orbita delle nuove regole del federalismo municipale. Il tempo per mettersi in regola è scaduto. Da ieri, infatti, gli inquilini possono denunciare i proprietari fuori dalle regole. Ovvero quelli che non hanno registrato i contratti o li hanno registrati per un importo minore a quanto effettivamente pagato. E per il padrone "furbetto" la punizione è pesante, in quanto dovrà riconoscere all'inquilino che lo denuncia un canone calmierato, inferiore in alcuni casi fino all'80% rispetto ai valori del mercato. Un affitto a prezzo di saldo, dunque, con il proprietario costretto a rinunciare al canone pieno, obbligato ad accontentarsi del triplo della rendita catastale dell'immobile. Per capire la differenza basta dare un'occhiata alle cifre. Se un bilocale in zona semicentrale a Piombino viene a costare circa 400-500 euro al mese, il nuovo canone pari al triplo della rendita catastale risulta inferiore mediamente del 70%, secondo i dati calcolati su scala nazionale. Nel caso del bilocale in zona semicentrale l'affitto calmierato sarebbe di poco meno di 150 euro mensili. Il prezzo di favore avrà una durata di quattro anni dalla sottoscrizione del nuovo contratto, con possibilità di rinnovo per altri quattro. Interessi contrastanti. Se il canone ridotto è un nuovo incubo per i proprietari, è un'occasione ghiotta per gli inquilini. Il governo punta proprio sul contrasto inquilini-proprietari per far emergere il grosso del nero immobiliare. «Se funzionerà? Stavolta penso di sì - ammette Sirio Grassi, presidente di Asppi Livorno (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) - credo che ormai alcuni proprietari abbiano bisogno di una lezione. In Val di Cornia c'è uno zoccolo duro di nero, pari a circa il 20-25% degli affittuari. Ora che gli inquilini sono incentivati, la situazione può cambiare». Come fare. L'inquilino che vuole riportare la sua posizione nella legalità può denunciare il proprietario all'Agenzia delle Entrate. Ma il percorso per accertare l'evasione non è così scontato. Innanzitutto l'inquilino deve sapere se il contratto non è registrato o è registrato per un importo minore a quanto pagato. Dovrà quindi presentare denuncia in doppio originale e il "modello 69", scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate. L'inquilino deve possedere i dati anagrafici del proprietario e i dati catastali degli immobili, oltre al valore della rendita catastale. Senza questi dati l'unica strada da percorrere è segnalare il caso all'Agenzia delle Entrate, che compierà le proprie indagini e, d'ufficio, farà scattare il nuovo contratto con affitto agevolato. Ma mettere insieme le prove per incastrare il proprietario non è semplice. Chi incassa l'affitto al nero ha l'accortezza di non lasciare tracce. Di rado si intestano le utenze agli inquilini, i pagamenti sono solo in contanti. Sanzioni dure. L'affitto ridotto non è l'unico deterrente per i proprietari. Il governo ha infatti inasprito - raddoppiandole - le sanzioni previste nei casi di omessa dichiarazione, per i quali si versa dal 240 al 480% dell'imposta dovuta. Di poco meno pesanti le sanzioni nei casi di reddito dichiarato in misura inferiore, comprese dal 200 al 400% della maggiore imposta dovuta.
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