Il Tirreno

La droga arrivava a Malpensa dal Costa Rica, poi era spedita a una casella delle Poste a Piombino

Arrestati per traffico di cocaina

Una agente della polizia con la droga sequestrata
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Una agente della polizia con la droga sequestrata

In tappola un giovane di Venturina e il suo complice napoletano

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 VENTURINA. Niente cocaina nel pacco arrivato per posta. Solo farina. Ma Michele Frittoli, 33 anni di Venturina, non ha neanche il tempo di imprecare per la beffa. Gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Piombino fanno irruzione dalla finestra di cucina. Entrano nella sua casa di Venturina, a due passi dal Conad. L'operaio è con il suo complice Salvatore Imbacciarelli, disoccupato di 50 anni di Napoli. Entrambi sono arrestati per spaccio di droga. Ora si trovano in carcere, in seguito all'ordinanza di custodia cautelare del gip del Tribunale di Livorno Antonio Prato.  E' l'esito dell'operazione "Posta celere", condotta dagli uomini dell'anticrimine in collaborazione con l'agenzia delle dogane e la guardia di finanza del nucleo Milano Malpensa, oltre al personale di Poste italiane degli uffici di Piombino, San Vincenzo e Donoratico.  E' dall'inizio di maggio che la polizia tiene d'occhio lo spacciatore di Venturina. Da quando le informazioni raccolte dal commissariato fanno pensare a un imminente arrivo in città di una partita di cocaina. E il ruolo giocato da Frittoli è rilevante. Da pochi giorni, infatti, l'operaio ha aperto una casella postale nell'ufficio di via Volta, a Piombino. E' lì che è destinato il carico di droga. Il personale di Poste italiane ne è al corrente, da giorni monitora la corrispondenza del 33enne. Ma in realtà quella partita di droga non arriva a Piombino senza ostacoli. Il 19 maggio l'agenzia delle dogane e la finanza in servizio nell'aeroporto di Malpensa bloccano il carico in aereoporto. Due plichi di colore giallo, inviati dal Costa Rica. Al loro interno sono nascosti 280 grammi di cocaina, suddivisa in dosi uguali. Uno è indirizzato alla casella postale di Frittoli. L'altro, astutamente, a una casella postale dell'ufficio di Donoratico, intestata alla nonna dello spacciatore. Il valore della cocaina ipotizzato dalla polizia, in attesa delle analisi che ne stabiliscano la qualità, è di diverse decine di migliaia di euro.  Grazie alla collaborazione tra gli uffici di polizia di Milano i due plichi non sono subito sequestrati, ma recapitati al commissariato di Piombino. La cocaina deve arrivare a destinazione, almeno se si vuole incastrare lo spacciatore venturinese. Gli agenti sostituiscono lo stupefacente con della farina, quindi depositano il plico nella casella postale di via Volta.  E sabato mattina, dopo un'attesa paziente, Frittoli va a ritirare il pacco con la fidanzata. Scende da una Fiat Punto, si guarda intorno. Poi entra nell'ufficio con il telefonino in mano. Dopo poco esce con il plico giallo sotto braccio. I poliziotti sono già pronti a far scattare le manette, ma una frase pronunciata al telefono li convince a rimandare l'arresto: «Tutto a posto, allora ti aspetto». Il pusher può avere un complice. Così gli agenti decidono di pedinarlo. Lo seguono fino a casa, quindi ancora in auto fino alla stazione di Follonica. E lì che lo spacciatore di Venturina incontra Imbacciarelli, sceso da un Intercity in arrivo da Napoli in tarda serata.  I due salgono sulla Punto, diretti verso Venturina. Quindi entrano nell'appartamento di Frittoli, a pochi metri dal Conad.  La casa viene circondata. E, una volta ottenuto l'ok del sostituto procuratore Massimo Mannucci che coordina le indagini, gli agenti irrompono in casa dalla finestra di cucina, lasciata aperta per il caldo. I due sono sorpresi, non hanno il tempo di disfarsi delle prove. L'arresto è immediato.  L'impressione degli investigatori è che l'operazione "Posta celere" abbia troncato sul nascere un più ampio è organizzato traffico internazionale di droga. E' probabile che la cocaina, importata dal Costa Rica via posta, fosse destinata al mercato italiano tramite la collaborazione tra alcuni personaggi della zona e un gruppo di spacciatori partenopei.

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