L'Asiu in campo sulle rinnovabili
Francesca Lenzi
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Un momento del convegno che si è tenuto ieri mattina al Rivellino Murzi annuncia i piani dell'azienda sull'energia
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PIOMBINO. «Risanare il territorio, provocare una ricaduta economica potenziale, individuare una fonte energetica all'inizio complementare, in futuro possibilmente determinante». Questi gli obiettivi annunciati da Fulvio Murzi, presidente Asiu, nella conferenza sulle energie rinnovabili che si è svolta ieri pomeriggio al Rivellino, moderata da Mauro D'Ascenzi, dirigente Federutility. Legato ad aspetti più strettamente locali rispetto agli interventi degli altri relatori, Murzi ha tracciato l'impegno di Asiu sul campo delle fonti alternative, partendo da una riflessione sul sistema siderurgico attuale «Il futuro - ha sottolienato - potrà essere ancora collegato all'acciaio, ma non al tipo presente di industria che oggi riflette un consumo ambientale enorme e un inquinamento ancora altissimo, suggerendo in prospettiva un indice sempre più basso di occupazione». Murzi ha parlato della necessita di attrezzare l'azienda su scenari diversi, spiegando gli interventi già in fase di realizzazione, come il riutilizzo delle scorie Lucchini in un prodotto di pavimentazione stradale oppure in idrogeno e assorbimento di Co2, o comunque in progetto, come il piano di riaprire la discussione con Enel sulla centrale di Tor del Sale. In un dibattito ricco di ospiti e spunti sulla tematica del rinnovabile, è emersa chiara la critica a una politica industriale affatto lungimirante che ha sinora investito poco e male sulle energie alternative, potenzialmente vantaggiose anche da un punto di vista occupazionale, come ha spiegato Piero Pelizzaro di Kyoto Club, indicando i necessari elementi di competitività sul mercato: investimenti, forza lavoro qualificata, incremento sulla ricerca e lo sviluppo. «L'impegno dell'Italia nel settore è basso - sostiene Pelizzaro - Se in Giappone si investono 160 euro a persona, in Italia se ne impiegano appena 20». Sostituire il petrolio con il solare è la scommessa portata avanti con entusiasmo e concretezza da parte di Enea, agenzia nazionale per l'efficienza energetica, rappresentata da Fabrizio Fabrizi, che ha illustrato premesse, percorsi e soluzioni, attraversi dati e strutture dimostrative, ancora in progetto, o realizzate come l'impianto Archimede in Sicilia. Convinti dell'urgenza di una politica più orientata in prospettiva sono anche Marco Frey, docente al Sant'Anna di Pisa, che imputa all'Italia l'incapacità di fare sistema in modo strategico, e Giuseppe Carovani, della cooperativa Cellini fotovoltaico: «Perché ci siano risultati importanti non si può restare legati al semplice autoconsumo, ma occorre puntare a un vero e proprio investimento su impianti produttivi - afferma Carovani - Inoltre si presenta pure l'esigenza di reinventare gli spazi in linea con le tipologie di fonti rinnovabili. In questo senso la politica deve dare certezze a lungo termine».
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