Il Tirreno

Arriva un altro metanodotto, la Regione al lavoro per la rete Snam Piombino-Collesalvetti

Katia Ghilli
La sede romana della Snam, il gruppo costruirà un nuovo metanodotto da Piombino a Collesalvetti
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La sede romana della Snam, il gruppo costruirà un nuovo metanodotto da Piombino a Collesalvetti

Prescrizioni ambientali all'oasi Wwf e a Fossa Calda Verifiche sulle interferenze del percorso col tracciato ferroviario

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 PIOMBINO. E' in arrivo un secondo metanodotto, oltre a quello Galsi, che farà arrivare il metano algerino in Toscana: gli uffici regionali si stanno occupando del "metanodotto Piombino-Collesalvetti", della Snam Rete Gas spa. Avrà una portata tre volte superiore rispetto all'attuale. Piombino sta avendo un ruolo centrale nella politica energetica della Toscana: da una parte arriverà in costa est, tra qualche anno, il metanodotto italo-algerino, dall'altra ci si prepara a potenziare l'esistente, per far confluire, in tutta la Regione, qualcosa come 10 miliardi di metri cubi di metano.  In termini di "territorio", la realizzazione del nuovo tracciato di metanodotto, che sarà realizzato in parallelo, interessa il territorio piombinese per circa 2 chilometri e mezzo, quello di Campiglia per oltre 8 chilometri, e di San Vincenzo per poco più di sette chilometri. Dalle nostre parti, il cantiere interesserà da vicino un'area di Orti-Bottagone, per soli 30 metri. Trattandosi di un'area protetta, la Regione ha chiesto il rispetto ambientale. Per quanto riguarda il resto della Val di Cornia, alcune prescrizioni riguardano la tutela della Fossa Calda nel Comune di Campiglia.  Il nuovo metanodotto interferirà anche con il tracciato ferroviario della Solvay Chimica nel territorio di San Vincenzo e per questo motivo gli organi regionali hanno chiesto a Snam ulteriori verifiche.  La realizzazione del nuovo metanodotto offre sviluppi interessanti anche per l'Ato 5 Toscana-Costa che ha intenzione di attuare un progetto complessivo per riunire tutti gli acquedotti presenti sul territorio di sua competenza. Alcuni tratti del vecchio metanodotto saranno dismessi, soprattutto nei territori che da Cecina arrivano fino a Collesalvetti.  Proprio quei luoghi che diventano cruciali per portare acqua più buona nelle case degli abitanti del Livornese e della Val di Cornia, proveniente dal nord della Toscana. In sede di verifica dell'impatto ambientale del metanodotto, Ato 5 ha chiesto che la vecchia condotta non venga dimessa ma ceduta, in modo che la condotta venga riciclata ed abbia una nuova funzionalità. La realizzazione del metanodotto sarà completata in circa tre anni, ne occorrerà uno solo per effettuare i ripristini morfologici, della viabilità e della vegetazione. Per non parlare poi della riattivazione di fossi e canali irrigui, con la conseguente messa in sicurezza dei terreni.

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