Il Tirreno

Ma la difesa spera ancora in una nuova perizia per riaprire il processo

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 VENTURINA. Sei anni di attesa. Poi la fine di un processo segnato dalla guerra tra periti. Il confronto tra le consulenze ha inchiodato Cantelli. La prima, quella dell'esperto Marco Di Paolo nominato dal pm, ipotizzò che Cantelli aveva spinto la donna a terra per poi soffocarla schiacciandole il collo. Versione opposta quella di Luigi Papi. Il perito della difesa sostenne l'assoluta mancanza di segni sul corpo della donna e da qui la tesi della morte naturale per malore. Poi la terza perizia dell'esperto nominato dal Tribunale, Giuseppe Cavebondi: un soffocamento che non aveva lasciato segni sulla donna. Tesi contrastata dalla difesa di Cantelli che, su questo fronte, tiene aperto l'unico spiraglio. «Stiamo valutando, attraverso un nuovo supporto medico-legale - dice l'avvocato Uccelli - se ci sono gli estremi per fare una nuova perizia».

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