Il Tirreno

La partecipazione

Una città con la voglia di cambiare

Una città con la voglia di cambiare

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 PIOMBINO Un grande abbraccio rosa per il Giro d'Italia che ieri, dopo il lutto per la morte del giovane ciclista belga Weylandt, è ripartito da Piombino. E la città non ha fatto mancare il suo calore alla variopinta carovana.  In migliaia assiepati in piazza Bovio, in uno scenario magnifico che ha sorpreso gli stessi organizzatori. Il passaggio dei ciclisti per le strade della città è stato un soffio, pochi minuti di grande entusismo consumati in fretta. Ma sono rimasti ore sotto il sole per non perdere nulla dello spettacolo. Una festa che ha coinvolto davvero tutti, grandi e piccini, iniziata in verità da giorni.  I commercianti hanno fatto a gara per tingere di rosa le loro vetrine. Un solo colore ma tanto estro e fantasia, ogni giorno una sorpresa in una gara che fino ad ieri è sembrata senza fine.  Il Giro per ripartire aveva bisogno di questo calore, di questa partecipazione. Ma anche la città aveva bisogno del Giro per sentirsi diversa, per una volta, almeno, sotto i riflettori non per parlare d'acciaio e di crisi. Una magnifica occasione per presentarsi con il volto migliore: l'azzurro del mare sullo sfondo della terrazza di piazza Bovio, i monumenti da notti illuminati di rosa, strade e piazze riasfaltate in un battibaleno e tirate a lucido.  Certo, ci sono stati anche i "giroscettici". Ma sabato scorso tutta la città si è riversata in centro per la "notte rosa". L'entusiasmo della gente ha cancellato in un colpo molte perplessità, le polemiche sulle spese e sugli incerti ritorni economici. Piombino ha dimostrato la sua voglia di partecipare e non solo di assistere alla rumorosa carovana di passaggio. È questa la maggiore scommessa che ha vinto chi ha voluto il Giro, a cominciare dall'amministrazione comunale. Non c'è dubbio che ci sia stata una grande risposta collettiva agli appelli in questi giorni lanciati ai cittadini. Il Giro è entrato nelle scuole, è stata un'occasione di festa e di sport. In centinaia domenica scorsa hanno riempito le strade nel "Bicincittà". Gli organizzatori dell'Uisp non avevano abbastanza magliette rosa da distribuire. Ci sono state decine di manifestazioni collaterali, gare podistiche e raduni ciclistici all'insegna di "Piombino da capogiro". È stata un'attesa, al contrario della partenza della gara, consumata lentamente. Al Giro è stato dedicato persino il Carnevale. Sono comparse etichette di bottiglie di vino, preparate torte gigantesche, menù particolari nei ristoranti e infiorate dedicate alla manifestazione. È stata, non c'è dubbio, la voglia di immaginare la città in modo diverso ad animare tutta questa partecipazione, che è stato il vero utile ricavato dal frettoloso passaggio della carovana. E tutto nel quadro di una organizzazione che è sembrata perfetta, nessuna sbavatura, neanche il minimo incidente in una città che si è mostrata con orgoglio davanti alle telecamere. (g.p.)

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