Il Tirreno

Accordo col ministero che ha riconosciuto la validità dei servizi e della gestione dell’area

Un milione per il parco archeologico

Cecilia Cecchi
Un milione per il parco archeologico

Populonia come modello per studiare l'uso dei beni culturali nazionali

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PIOMBINO. Roma e c'è poco da aggiungere. Ma se insieme alla capitale proprio Piombino è il comune selezionato per individuare qual è la migliore gestione del patrimonio archeologico e culturale nazionale si capisce il perché di tanta soddisfazione condivisa dal presidente Parchi Val di Cornia, Luca Sbrilli e dall'assessore alla cultura di Piombino, Ovidio Dell'Omodarme.

Occasione dell'incontro, appunto, la presentazione dell'iniziativa regionale Walking Festival. Ma anche per parlare di nuovi finanziamenti e dei progetti per il parco archeologico di Baratti e Populonia (nella foto).

«Pur in un momento sempre economicamente difficile - esordisce Sbrilli - è ufficiale il finanziamento di oltre un milione stanziato da Arcus, branca del ministero dei beni culturali che seleziona e sostiene progetti più meritevoli. Si tratta di interventi di conservazione e valorizzazione, presentati da Comune, Parchi e Soprintendenza nel 2009, col supporto delle 10 università impegnate nell'area archeologica. Su un totale di spesa di 3 milioni e 600, un primo finanziamento per cominciare».

A parte - ovvio- cercare fondi altrove, «lo studio l'abbiamo riproposto ad Arcus anche quest'anno per il completamento. L'obiettivo - aggiunge Sbrilli - è far fronte alle tante esigenze di tutela del patrimonio, concentrandosi sulla valorizzazione dell'esistente: problemi ed emergenze sono sotto gli occhi di tutti...».

«Finanziamento che testimonia - interviene Ovidio Dell'Omodarme - la buona riuscita delle politiche di cooperazione, sostenute da ottime capacità progettuali. Arriva quasi in contemporanea al rinnovo dell'Accordo interistituzionale finalizzato al trasferimento in disponibilità di un'area archeologica di notevole pregio, proprio il parco di Baratti e Populonia dallo stato al Comune e in gestione alla Parchi. Questo che si configura come un esempio guida - sottolinea l'assessore - per l'accreditamento dei parchi archeologici italiani».

Per Sbrilli è una conferma a «un caso d'eccellenza, visto che Parchi è stato designato già nel 2009 come candidato nazionale al Consiglio d'Europa per il Premio del paesaggio». Poi l'Accordo, che prevede un'iniziale gestione di 6 anni, con periodici controlli insieme alla Soprintendenza, che supera a pieni voti il primo step dei tre anni. «Durante l'incontro a Firenze - ricorda Sbrilli - e poi anche nel convegno Arcus a Roma, il parco di Baratti e Populonia è stato preso a riferimento per i servizi e la gestione».

«Grande è la capacità di questa nostra dinamica esperienza - riassume Dell'Omodarme - Il finanziamento da Arcus giunge grazie alla nostra capacità progettuale che vuol dire anche consolidare i rapporti di collaborazione col sapere scientifico: qui le università italiane sono impegnate negli scavi per promuovere e valorizzare lo stesso sito».

«In più - prosegue l'assessore - abbiamo, per primi in Italia, sperimentato la normativa del codice dei beni culturali, superando le logiche di proprietà. Confortante che ci sia stata soddisfazione da parte di tutti all'esame dei tre anni: tanto che è stato allentato il controllo dei report, in clima di massima fiducia, da sei mesi a un anno».

«Ecco - dice ancora Dell'Omodarme - Piombino insieme a Roma per individuare e suggerire la migliore valorizzazione dei beni culturali nazionali: noi angolo d'osservazione e monitoraggio. Perché qui già testiamo questi beni come prodotto "turistico e culturale", una capacità che ha trovato massimo supporto pure in stagioni politicamente diverse del goveno». Dunque Parchi che funziona, eccome.

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