Il Tirreno

Quindici anni di luci e ombre per colpa delle divisioni

Antonella Danesi
Un delfino di fronte alle coste dell’Elba: tra gli obbiettivi del Parco la costituzione delle aree marine protette
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Un delfino di fronte alle coste dell’Elba: tra gli obbiettivi del Parco la costituzione delle aree marine protette

Bramerini invita il territorio a prendere delle decisioni «Per l'Arcipelago è il momento delle scelte condivise»

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PORTOFERRAIO. Una riflessione necessaria, dopo 15 anni di vita del Parco dell'Arcipelago, per evidenziare quello che di positivo è stato fatto e le criticità che ancora ostacolano il suo pieno decollo. Ieri un convegno organizzato da Legambiente ha cercato di fare un bilancio sui tre lustri di vita dell'ente, passato da due presidenze e vari commissariamenti. «Una gestione come strumento di sviluppo tra luci ed ombre - secondo il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria - per colpa anche degli enti locali». Secondo Peria le amministrazioni non dovrebbero stare con i piedi su due staffe: dentro l'ente per governarlo e fuori per opporvisi. Dovrebbero invece impegnarsi «per farlo diventare uno strumento di crescita per il territorio». Eppure il Parco ha fatto quello che poteva fare, come afferma l'attuale presidente Mario Tozzi. «Il bilancio di questi primi 15 anni è positivo- conferma - la conservazione dell'ambiente naturale è la prima regola a cui un Parco deve obbedire e noi l'abbiamo rispettata. Inoltre, contrariamente a chi ritiene che è solo un vincolo, abbiamo riaperto le isole minori che prima non erano visitabili». Tozzi ricorda anche il controllo degli ungulati e l'approvazione del piano del Parco. «Si è cercato di fare quello che si poteva - riprende - prima c'erano molte più risorse. Oggi siamo ai livelli minimi necessari a pagare il personale e poco altro. Danni non se ne sono fatti e questo è già un successo in una zona come questa. Del resto oggi il Parco non è più un vincolo ma qualcosa di condiviso, dopo che le amministrazioni hanno approvato il piano». Inoltre l'area protetta rappresenta un bollino blu per l'Arcipelago e per il suo turismo. «Sostenere il Parco vuol dire sostenere sè stessi - conclude Tozzi - comprendendolo tutti l'Elba farà un passo avanti». In pratica lo stesso suggerimento dato dall'assessore regionale all'ambiente, Annarita Bramerini, che esorta gli enti locali ad una maggiore unità per decidere il futuro del Parco e dell' Arcipelago. «Molto dipende dalla loro volontà - afferma - e dalla loro capacità di delineare, insieme al Parco, il futuro dell'Elba e delle altre isole nell'ambito delle politiche regionali di sviluppo sostenibile». Di positivo in questi anni secondo Bramerini c'è il fatto che il Parco ha permesso che un territorio «di grande pregio ma sottopposto a interessi fosse preservato il più possibile». Ora è necessaria una unità di vedute tra l'ente e la Comunità del parco. «Basta con le iterlocuzioni che producono pochi fatti - afferma Bramerini - bisogna essere più incisivi nelle politiche locali e non. Il futuro del territorio lo decidono le comunità che lo rappresentano ma all'Elba abbiamo spesso sofferto la mancanza di visioni unitarie, anche su altri grandi temi decisivi per il territorio. Dopo 15 anni l'Arcipelago deve fare una scelta».

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