Il Tirreno

Onorato nella cordata del porto

Giorgio Pasquinucci
Poggio Batteria e il progetto l’Ormeggio-Berrighi. Sotto: Torlai, Berrighi e Ferri
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Poggio Batteria e il progetto l’Ormeggio-Berrighi. Sotto: Torlai, Berrighi e Ferri

Con Berrighi e l'Ormeggio entrano anche portuali e ormeggiatori

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 PIOMBINO. La compagine locale che intende realizzare il porto turistico di Poggio Batteria si allarga. Alla Coop l'Ormeggio e alla Berrighi costruzioni si sono unite la Compagnia portuali e il Gruppo ormeggiatori. Ma è Maurizio Berrighi a svelare il vero colpo grosso: al progetto ha aderito anche l'armatore Vincenzo Onorato con "Mascalzone Latino", che potrebbe farne una delle sue basi.  Ieri il progetto è stato presentato ufficialmente in una conferenza stampa che non a caso si è svolta nell'ufficio del presidente dela Compagnia portuali Carlo Torlai. Presenti anche il presidente e la segretaria della Cna, Diego Nocenti e Manuela Minelli che, pur non partecipando direttamente alla compagine appoggiano il progetto Berrighi, iscritto all'associazione.  «Il nostro progetto - sostiene Ferri - ha cercato di essere rispettoso delle previsioni urbastiche e della legge Burlando. È solo un porto che non prevede strutture immobilari a terra. Le dimensioni ed i costi sono la filosofia da cui siamo partiti, raccolta dai progettisti, l'architetto Luigi Bertolotto e l'ingegnere Sara Gagliaro». Le caratteristiche sono già in parte note: 700 posti per barche da 12 fino a 40 metri.  Maurizio Berrighi lo ha definito «un buon prodotto», aggiungendo che «non bastava presentare un progetto, ma occorreva anche allargare la compagine al territorio». Infine il colpo grosso: Vincenzo Onorato ha aderito all'iniziativa, portando come ulteriore valore aggiunto il prestigio conquistato sui mari da "Mascalzone Latino".  Punti di forza del progetto, secondo i suoi promotori, sono la scelta di collocare l'imboccatura a ridosso di Poggio Batteria, per evitare l'intersecazione dei traffici con i traghetti in entrata nel porto commerciale. Si punta poi molto, anche come ritorno di immagine, sulla previsione di cinque punti di ormeggio per piccole navi da crociera (lunghezza massima 80 metri). «Ho sempre creduto molto - dice Ferri - nel turismo che viene dal mare. Abbiamo un entroterra che molto spesso non valutiamo bene. La crocieristica può dare invece un notevole impulso all'economia». Problemi per il bacino di evoluzione? «Non ce ne sono», conferma Stefano Ciurli del Gruppo ormeggiatori.  Berrighi vuole anche sottolineare un'altra caratteristica. «Abbiamo pensato ad un porto collegato alla città, per questo abbiamo previsto un pista ciclabile e pedonale che, passando dal Semaforo, permetterà di raggiungere piazza Bovio, rivalutando zone oggi trascurate».  Secondo il costruttore venturinese l'opera avrebbe un costo di 90 milioni di euro e per quanto riguarda il finanziamento sostiene che ci sono già quattro lettere di credito di banche nazionali presenti sul territorio.  «Abbiamo aderito con entusiasmo - afferma il presidente della Compagnia portuale Carlo Torlai - un porto che nasce qui non può che coinvolgere gli operatori e noi abbiamo una professionalità da mettere a disposizione. E' un porgetto che nasce dal territorio e coinvolge le attività produttive presenti sul territorio, dimostrando che c'è un imprenditoria locale in grado di affrontare un impegno notevole. L'adesione di Onorato è un valore aggiunto». «E non c'è dubbio - aggiuge Berrighi - sul fatto che abbia sposato il nostro progetto per la qualità e la sua concretezza».  «Siamo stati chiamati dentro per la parte legata ai servizi - sostiene Ciurli per gli ormeggiatori - e siamo convinti di poter contribuire con tutta l'esperianza maturata in 60 anni della nostra storia».  In quale misura i nuovi partner parteciperanno alla costruenda società? «È un problelema che verrà dopo, i soci sono disponibili a finanziare la quota parte».  Entusiasta appare anche Diego Nocenti: «Si possono aprire nuove opportunità per le imprese locali».  Alcuni soci della Coop l'Ormeggio hanno messo però in discussione l'iniziativa, lamentandosi tra l'altro di non essere stati interpellati prima come prevede lo statuto. Ma Fabrizio Ferri getta acqua sul fuoco. «I soci sono mille e certo qualcuno può anche non essere soddisfatto ed è libero di dirlo. Tuttavia per uno scontento ce ne sono 280, quelli che da anni stanno attendendo un posto barca, che hanno invece salutato positivamente l'iniziativa». Lo statuto? «Siamo ancora alla fase embrionale del progetto. Per l'8 maggio abbiamo convocato l'assemblea dei soci per discuterlo».  Certo che la Coop l'Ormeggio ha sempre puntato sul raddoppio del porto di Salivoli e molti dei soci hanno sempre criticato il grande porto a Poggio Batteria, troppo costoso e troppo vicino alla fabbrica. Ma per Ferri non esiste contrapposizione tra i due progetti: «Non smetteremo di sostenere anche l'amplimento di Salivoli», sostiene rispondendo ad una precisa domanda.  Che cosa succede ora? Il 23 maggio il progetto sarà pubblicato, insieme a quello della Marina di Tor del Sale dell'altro imprenditore piombinese Claudio Pedroni, sulla Gazzetta europea (già pubblicato invece quello della Porto turistico dell'Arcipelago, la società che ha aperto le procedure della Burlando) dopodiché ci sarà tempo 30 giorni per le osservazioni, poi toccherà al sindaco Anselmi convocare la conferenza dei servizi, lasciando altri 60 giorni di tempo a tutti gli enti interessati per esaminare le intere documentazioni. Sarà quindi la conferenza dei servizi a scegliere il progetto migliore.

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