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Segnali di ripresa per i doc locali
Gianni Gorini
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Degustazioni e lo stand della tenuta Poggio Rosso Soddisfazione dai produttori della Val di Cornia che hanno partecipato alla grande fiera veronese
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VERONA. Un'edizione del Vinitaly, quella che si è chiusa nei giorni scorsi a Verona, più che soddisfacente per le tante aziende della Val di Cornia che vi hanno partecipato registrando, pur con diverse sfumature, un buon giro di contatti e di giudizi positivi per le loro produzioni. «Ci sono segnali positivi e voglia di ripartire. Quest'anno - commenta Stefano Frascolla dell'azienda Tua Rita di Suvereto - è più generalizzata rispetto al passato la sensazione di una leggera ripresa reale. Ci sono state visite anche di importatori di nuove realtà, come il Giappone e i paesi dell'Est Europa». Anche Ettore Maggi di Petra (Suvereto) mostra ottimismo: «Sono ripresi i contatti con l'America - dice - Il nostro mercato italiano va bene, il marchio Moretti è forte e funziona bene come traino per tutte le realtà del gruppo. Una novità da segnalare è l'interesse da parte di operatori turistici per promuovere pacchetti enogastronomici e visite alle cantine». «Le previsioni sono di un 2011 difficile per i consumatori - dice invece Francesco Iacono della suveretana Rubbia al Colle - È un po' prematuro parlare di ripresa. Un piccolo picco c'è, ma bisogna analizzare anche da quello che può esserne la causa. Per esempio un mercato fermo da tempo, scorte esaurite e quindi necessità di ricomporle». Nello stand della Provincia di Livorno erano rappresentate altre aziende della nostra zona. Per Daniela Giomi Zannoni, dell'omonima azienda campigliese, c'è stata una «buona risposta dal mercato che oltre ai nostri clienti e importatori storici, per tutti la Germania, ha visto anche contatti con realtà nuove ed interessanti». La Tenuta Poggio Rosso di Piombino ha presentato la nuova etichetta Veive. Mentre Le Querce, di Campiglia, conferma come buona parte della sua produzione sia indirizzata all'estero. La sensazione di una ripresa del mercato viene anche da Giovanni Bonti della piombinese San Giusto. Che per il prossimo anno annuncia una sorpresa: «Abbiamo già impiantato a Salivoli barbatelle storiche di aleatico che arrivano dall'Elba e che saranno presto in produzione». Altri produttori locali erano ospitati negli stand della Regione e anche da loro arrivano segnali di ottimismo come confermano i rappresentanti delle aziende piombinesi San Luigi e Sant'Agnese che hanno registrato un aumento di presenze nei loro stand «merito - dicono - anche di una maggiore conoscenza delle nostre realtà e dei buoni risultati segnalati su importanti guide». Anche le suveretane Gualdo del Re e Bulichella si presentano insieme e anche per loro da questa edizione del Vinitaly sono arrivati segnali positivi. «Un risultato importante sul piano aziendale - spiegano nello stand - è la fidelizzazione dei nostri clienti che proseguono a contattarci. Si sono aperti anche mercati nuovi, Cina per esempio, Cecoslovacchia e paesi dell'Est Europa. Un po' più fiacco resta il mercato nazionale». Fra le novità dalla Val di Cornia si registra l'azienda Monte Solaio di Riotorto. Il titolare è Claudio Raffaele Guglielmucci, che dopo una lunga attività come industriale in Inghilterra, ha deciso di tornare in Val di Cornia entrando nel mondo del vino e dell'olio. L'azienda esporta già in Inghilterra e ha contatti con vari mercati europei e statunitensi; inoltre coltiva un progetto per un Ansonica passito e per attività in campo turistico alberghiero. Collaborano all'azienda Antonio Bonaguidi, enologi Andrea Di Maio e Giampaolo Chiettini, responsabile dell'azienda Simona Amadei.
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