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Ici, 900mila euro da recuperare
Francesca Lenzi
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Una montagna di avvisi di pagamento in preparazione E il Comune mette a bilancio 700mila euro di multe non riscosse nel 2008 e 2009
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PIOMBINO. È di oltre 400.000 euro l'evasione Ici accertata e riscossa nel 2010 complessivamente dai Comuni di Campiglia, San Vincenzo e Sassetta. Sfiora i 100.000 euro la cifra non pagata all'amministrazione di Suvereto. E' di 900.000 euro la somma non versata al Comune di Piombino per la tassa sugli immobili fino al 2007. Un'indagine nella Val di Cornia rivela le cifre che i cittadini non corrispondono per l'Ici e per altri tributi. Non è infatti solo l'Ici protagonista dell'evasione; a non essere pagati spesso sono anche le tariffe sui rifiuti, il trasporto e la mensa scolastica, le multe e il suolo pubblico, per un credito sostanzioso da parte dei Comuni, impegnati nella lotta alle violazioni fiscali. Lo slogan promosso da tutte le amministrazioni risponde al motto "Pagare tutti, pagare meno", secondo il concetto unanime che una più equa distribuzione dei contributi equivale a un riduzione stessa delle imposte. Piombino. Per l'Ici la cifra evasa è di 900.000 euro, ultimo dato disponibile, relativo a quanto non riscosso negli precedenti sino al 2007. Per i successivi, gli accertamenti partono d'ora in avanti. Per le multe la somma prevista nel bilancio 2011 è di 700.000 euro, inerente ai verbali non pagati nell'ultimo trimestre 2008 e per tutto il 2009. Per la mensa scolastica, gli asili nidi e il trasporto il recupero crediti è iniziato, in accordo con la Patrimoniale, nel settembre 2010. Da quella data a oggi, dopo l'invio dei solleciti di pagamento e le verifiche con i servizi sociali, la richiesta di recupero del Comune per il periodo 2006-2010, ammonta a 96.000 euro. Campiglia. Quasi 128.000 euro riscossi nel 2010 dall'amministrazione campigliese, il cui ufficio tributi sta controllando al momento le posizioni riferite agli anni 2006, 2007 e 2008. In questo senso, l'ultimo importo constatato, relativo al 2005, nell'ambito dei provvedimenti non pagati ed iscritti perciò a ruolo coattivo, è di 107.000 euro. Per il Cosap (canone di occupazione del suolo pubblico) l'evasione per il 2005 è di 5.570 euro, per l'anno successivo di 5.883 euro. L'imposta da recuperare sulla pubblicità del 2009 supera i 6.600 euro, nel campo mensa, per l'anno 2009/2010, su 750 cittadini, sono 22 i non paganti, totali o in arretrato di alcuni mesi. San Vincenzo. Qui l'azione di contrasto all'evasione è iniziata nel 2003, col potenziamento dell'ufficio tributi. Nell'ambito Ici, per gli ultimi tre anni, si parla di un recupero di 377.000 euro nel 2009, 291.000 euro nel 2010, con una previsione di 200.000 euro per il 2011. Per la tassa sui rifiuti grazie agli accertamenti l'evasione nell'ultimo anno è sensibilmente diminuita: nel 2009 il recupero Tarsu è stato di 370.000 euro, nel 2010 di 13.000 euro, quindi per la Tia di 406.000 euro, mentre nel 2011 la cifra si ferma a 249.000 euro. È in corso poi un'azione di controllo più intensa sul mancato pagamento delle concessioni di passo carrabile. Suvereto. L'ultimo dato verificato per Ici arriva dal conto consuntivo approvato nel 2009. L'evasione accertata è di 97.000 euro, quella ad oggi riscossa di 88.000 euro. «La lotta all'evasione è un punto fondamentale, soprattutto per un Comune piccolo come il nostro - spiega il sindaco Pioli - Il nostro obiettivo perciò è di recuperare il possibile, e per questo stiamo attrezzando un ufficio specifico sul tema anche allo scopo di avere una banca dati esatta». Sassetta. Sui rifiuti, il Comune ha messo in atto uno specifico progetto di recupero basato sulla misura dei metri quadri. Accanto ai normali accertamenti infatti, con l'invio di lettera l'amministrazione sta sperimentando una sorta di autodenuncia da parte del cittadino non pagante. In questo modo, attraverso la possibilità del condono si cerca di migliorare ancora di più il livello dell'introito. Per il 2010, tra l'evasione constatata e quella autodenunciata, si superano i 15.000 euro. La cifra Ici non pagata, accertata e riscossa è di 8.800 euro, mentre per la mensa scolastica l'evasione è sul 5%, con 465 euro non corrisposti su un totale che il Comune riceve di 8.000 euro.
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