Il Tirreno

L’azienda di Venturina punta sul concordato preventivo

AeB, saranno attivate martedì le procedure per la mobilità

Luca Centini
Ieri i dipendenti della AeB si sono riuniti
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Ieri i dipendenti della AeB si sono riuniti

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 VENTURINA. AeB Frames, siamo al punto zero. I sindacati hanno ricevuto ieri le lettere di licenziamento che, a breve, arriveranno nelle case dei 36 addetti di Venturina e dei 7 della sede di Pordenone. L'azienda di infissi e serramenti, messa in liquidazione lo scorso 4 aprile, non c'è più. Sarà il liquidatore Fabio Serini, in questi mesi advisor dell'azienda, a gestire questa fase delicata. L'unica speranza per i lavoratori della AeB è legata all'ingresso in tempi rapidi di una società esterna, disposta ad acquisire in blocco l'azienda, o un ramo della stessa. L'impressione è che, tuttavia, la strada per non disperdere la produzione e l'occupazione di AeB sia piena di ostacoli.  Ieri nella sede di Campo alla Croce i lavoratori si sono riuniti in un'assemblea convocata dai sindacati. Il liquidatore Fabio Serini è intervenuto per chiarire la sua mansione e il mandato affidatogli dall'assemblea straordinaria dei soci di AeB. «Il mio ruolo - ha spiegato Serini - pur nell'ambito dei doveri previsti dalla normativa, contempla un mandato ad esplorare ipotesi di cessione in blocco dell'azienda, o rami della stessa, con lo scopo di tutelare patrimonio, clientela e mercato dell'azienda, ma soprattutto l'occupazione».  Andiamo per gradi. Serini ha il compito di ricostruire in tempi rapidi un quadro dello stato contabile dell'azienda, di fatto congelato dopo la dichierazione di "sofferenza" avanzata da Credem, una della banche creditrici. Il primo passo che, presumibilmente compierà il liquidatore, consisterà nel tenatre di attenuare gli effetti sui lavoratori, tramite l'accesso alla mobilità predisposto con i sindacati. L'iscrizione potrebbe già arrivare martedì, dopo che le procedure di licenziamento collettivo saranno portate a termine.  La mobilità è, quindi, il primo passo. Ma è a quel punto che la strada si fa in salita. Un acquirente dovrebbe infatti farsi avanti per rilevare l'attività di AeB. L'obiettivo dell'operazione consisterebbe infatti nell'omologazione da parte del giudice di un concordato preventivo che scongiuri il fallimento, con un nuovo soggetto disposto a rilanciare la produzione. E a riassorbire, con un accordo sindacale il personale di AeB. L'ipotesi trapelata in questi giorni vedrebbe un interessamento della società Algiami, che comprende, tra i soci, il figlio dell'attuale proprietario AeB Giovanni Bianchi. Serini dichiara invece che, al momento, non c'è alcuna richiesta di acquisizione. «Per ora le voci sono prive di fondamento, assolutamente sconosciute al sottoscritto. Valuterò con razionalità ogni opportunità funzionale al mio mandato».  Vedremo nei prossimi giorni se Algiami è, di fatto, fuori dai giochi. Quel che pare certo è che il lavoro che attende Serini si preannuncia complesso. Non è affatto scontato, infatti, che le banche siano disposte a dare l'ok al concordato preventivo. Così come restano forti i dubbi legati al nuovo acquirente e alla riuscita del piano d'emergenza.

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