Il Tirreno

L’assessore Bandini sereno dopo l’incontro in Regione, ma il Forum passa al contrattacco

«Nessuna nuova costruzione a Rimigliano»

Uno dei poderi nella tenuta di Rimigliano
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Uno dei poderi nella tenuta di Rimigliano

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 SAN VINCENZO. L'assessore all'urbanistica e al porto, Alessandro Bandini, torna sull'incontro a Firenze fra Comune e Regione in cui si è discusso del piano della Tenuta di Rimigliano. «Grassi - dice Bandini riferendosi al funzionario della Regione - ha affermato che quelle della Regione sul piano della Tenuta sono osservazioni che hanno il solo intento di precisare dettagli. Rispetto all'impianto volumetrico ci è venuta la conferma che il nostro piano è perfettamente in linea con il Pit (piano di indirizzo territoriale). I chiarimenti chiesti riguardavano soprattutto l'azienda agricola e l'effettiva impossibilità di costruire, in futuro, ulteriori abitazioni: ovviamente, abbiamo rassicurato sul fatto che non saranno costruite - aggiunge l'assessore - Sono davvero molto soddisfatto, perché abbiamo chiarito i piccoli dettagli e possiamo dichiarare di aver concluso il percorso di confronto. Da subito lavoreremo alle controdeduzioni alle osservazioni presentateci, oltre che dalla Regione, anche da vari organi politici e comitati, poi approvazione in consiglio entro l'inizio dell'estate e via ai lavori. Ribadisco - conferma Bandini - che non cerchiamo di contrapporci alla Regione, ma di dialogare. Ed è frutto del dialogo questa sintesi di vedute. E senza che fosse obbligatorio alcun confronto».  Sulla questione, interviene il Forum: «Conosciamo bene - afferma il gruppo di minoranza - le incredibili doti dei nostri amministratori, e sappiamo che sono perfettamente in grado di trattare argomenti complessi con senso di responsabilità. Ecco perché non ci stupiamo che siano stati in grado di risolvere chilometri di lacune nella forma e nella sostanza del Regolamento urbanistico di Rimigliano, in un paio d'ore di riunione. Immaginiamo - proseguono Bertini e Viliani - il livello di scrupolo nell'approfondimento delle tematiche su un'area di incredibile pregio e fragilità. Immaginiamo come quello che decine di migliaia di euro di incarichi a professionisti esterni non sono riusciti a chiarire in mesi di lavoro, lo abbiano facilmente risolto Bandini e Tortolini. Sarà così, ma come si risolvano, senza modificare radicalmente i presupposti del piano, le problematiche circa il fabbisogno idrico di un migliaio di persone nella Tenuta non riusciamo a capirlo».  «Non capiamo - sostiene il gruppo - come un pomeriggio a Firenze risolva una lottizzazione diffusa che farà strage della Tenuta. Come siano scomparse le critiche di fondo a proposito della scelta delle aree che il privato dovrà cedere al Comune. Nel frattempo - sottolinea la nota - vista la sonora bocciatura, l'amministrazione dovrebbe riadottare il piano e rivalersi sui progettisti che hanno così clamorosamente fallito nell'intento di confezionare un piano che si possa definire tale». P.F.

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