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Bonifica delle miniere, per il Tar dovrà pagare Fintecna

Bonifica delle miniere, per il Tar dovrà pagare Fintecna

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La potremmo ribattezzare la guerra dell'arsenico e del nichel, le sostanze trovate in quantitativi considerati "critici" dall'Arpat, nel 2004, nelle ex aree minerarie a Rio Marina, Capoliveri e Porto Azzurro. Una guerra dove a perdere, fino ad oggi, è stato l'ambiente, perché a distanza di sette anni le operazioni di risanamento sono appena agli inizi.

Ma almeno ora chi ha inquinato - e dovrà farsi carico delle spese di bonifica - ha un nome, stando alla sentenza emessa dal tribunale amministrativo della Toscana resa nota solo pochi giorni fa. Il responsabile secondo il Tar, è Fintecna, l'ultima società pubblica (dopo l'Ilva, l'Italsider, la Nuova Italsider, la Ilva spa e l'Iritecna) ad aver gestito le ex miniere quando ormai le attività estrattive erano state sospese e prima che i 700 ettari del compendio minerario diventassero - almeno in parte - un'attrazione turistica.

Fintecna, individuata dalla Provincia come «responsabile dell'inquinamento del compendio minerario dei siti estrattivi dell'Elba» (come si legge in una determina del dipartimento ambiente e territorio del novembre 2008) e quindi chiamata a far fronte alle opere di bonifica, ha contestato il provvedimento della Provincia di fronte al Tar chiedendone da prima la sospensione (non ottenuta) e presentando un ricorso, nel merito, relativo anche agli atti successivamente adottati dalla Provincia e dai Comuni, subentrati a Fintecna nella realizzazione delle opere di ripristino ambientale e pronti a rivalersi per le spese nei confronti della società statale.

Gli interventi, ad oggi ancora da realizzare, riguardavano tre aree all'interno del compendio minerario. Quella maggiormente interessata a inquinamento - in base alle analisi dell'Arpat - è Rio Albano dove sono stati rinvenuti alti quantitativi di arsenico e mercurio oltre a metalli pericolosi all'interno delle pozze d'acqua che si formano, con le piogge, nelle ex miniere. Nichel, cromo e arsenico in quantità "critiche" sono stati rilevati anche nel laghetto di Terranera a Porto Azzurro.

Stesse sostanze che, in alcuni casi insime a rame e antimonio, si trovano in parte sul Calamita a Capoliveri. Nonostante la battaglia legale avviata da Fintecna la Regione - che aveva commissionato ad Arpat lo studio sull'inquinamento - ha stanziato per la bonifica un milione e 400 mila euro. E proprio negli ultimi tempi è stata avviata (almeno per quantro riguarda Capoliveri) la progettazione degli interventi che, sulla base della sentenza del Tar, dovrebbero essere pagati da Fintecna.

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