Arriva la tassa di soggiorno
Luigi Cignoni
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Una veduta del centro e dellapprodo di Porto Azzurro Porto Azzurro il primo Comune ad istituirla
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PORTO AZZURRO. Sì alla tassa di soggiorno. Lo ha deciso l'amministrazione guidata da Maurizio Papi, inserendo l'imposta fin dal bilancio 2011 in discussione (e succesiva approvazione) nell'ultima seduta del consiglio. La prima amministrazione comunale che vota un simile provvedimento, dopo le garanzie sulla non applicazione della tassa che in un primo tempo erano state date dai sindaci degli otto Comuni isolani. La giunta Papi non è andata tanto per il sottile e per evitare che le risorse municipali rischiassero di affondare, ha applicato il cosiddetto federalismo fiscale. Una salutare boccata di ossigeno per le casse comunali. Meno contenti gli operatori turistici che temono contraccolpi sulla prossima stagione ormai alle porte. E decisamente contrari i consumatori che si vedrebbero ulteriormennte svuotato il borsellino, dopo aver già pagato nave, albergo e qualche svago. In concreto l'applicazione della norma sembrerebbe avere tempi abbastanza lunghi. Bisognerà attendere il decreto della Regione, prima di sapere esattemente a quanto ammonta la stessa tassa. «La Regione Toscana - ha detto il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi - ha circa 60 giorni di tempo prima della pubblicazione del decreto attuativo del federalismo municipale. Comunque sia - continua il primo cittadino - essa sarà da noi applicata nella forma e nella sostanza più gradita ai cittadini». La forbice potrebbe avere i suoi massimi a partire da cinquanta centesimi per arrivare a cinque euro (la scelta riguarda la tipologia dell'alloggio e la classificazione della medesima struttura) per ogni notte di pernottamento. Facciamo quindi un po' di conti. Se ci assestiamo al dato riscontrato nel 2008 che riguarda le presenze nelle varie strutture ricettive che insistono sul territorio portoazzurrino di ospiti stagionali, circa 190mila turisti nel corso dell'anno, gli introiti nelle casse del comune si conformerebbero attorno ai 95 mila euro (nell'eventualità che fosse fissata l'aliquota a cinquanta centesimi). Le entrate sarebbero a 975 mila euro se la tassa da versare fosse invece di cinque euro. «Non credo - conclude infine Maurizio Papi - che si avvertano contraccolpi nel turismo, anche perché quanto si andrà ad applicare sarà davvero minimale». Un aspetto positivo sull'applicazione dell'aliquota: la revisione degli standard di qualità e offerte dei servizi agli ospiti.
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