Il Tirreno

Telecamere a Montecristo per rendere almeno visibile l'isola più inaccessibile

Valentina Landucci
A sinistra l’isola di Montecristo dove il Parco intende installare delle telecamere, sopra l’isola di Pianosa
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A sinistra l’isola di Montecristo dove il Parco intende installare delle telecamere, sopra l’isola di Pianosa

Per concretizzare il progetto il Parco cerca donazioni e intanto punta al recupero del sistema dei sentieri

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 PORTOFERRAIO. Sarà l'anno dei sentieri, delle isole minori e della sistemazione delle sedi del Parco. I soldi sono pochi: l'ente deve fare i conti con un taglio del 10% delle risorse ministeriali. Ma il piano degli investimenti rimane sostanzioso con oltre 4 milioni e 600 mila euro in bilancio e la volontà di andare a caccia di altre risorse, tramite donazioni, per trasformare Montecristo, l'isola più inaccessibile dell'Arcipelago, nell'isola più visitata virtualmente sul web.  I sentieri. Quello della manutenzione della rete sentieristica è indubbiamente il tema più delicato anche alla luce delle numerose segnalazioni che ogni anno arrivano da elbani e turisti. Colpa delle risorse, poche rispetto all'estenzione dei percorsi, del maltempo che ha danneggiato alcuni itinerari e talvolta anche dei vandalismi. Il Parco metterà a disposizione, nell'arco del 2011, complessivamente 120mila euro a cui si aggiungerà un finanziamento regionale (con i fondi Por) per altri 278 mila euro. Oltre alla manutenzione dei sentieri è previsto il posizionamento della nuova cartellonistica. Il progetto sarà pronto entro marzo. Da maggio i lavori.  Montecristo. L'isola (insieme a Pianosa) sarà un'osservata speciale nell'arco del 2011 grazie alle risorse messe a disposizione nell'ambito del progetto Life + Montecristo 2010 (351 mila euro), relativo al monitoraggio delle specie animali. Con il contributo della Regione, poi, verrà attivato un progetto per favorire la nidificazione del falco pescatore nell'ambito del quale potranno essere recuperate risorse per l'allestimento di un percorso museale. Resta per ora un'ipotesi, in attesa di finanziamento anche tramite donazioni, l'installazione di telecamere - sia a terra che subaque - in grado di far conoscere a tutti tramite il web questo paradiso naturalistico e insieme favorire il monitoraggio e la sorveglianza del territorio.  Pianosa. La novità più rilevante sarà l'apertura (probabilmente già entro quest'anno) di Villa Literno, la Casa del Parco, i cui lavori sono rimasti a lungo fermi per problemi legati al progetto e rilevati dalla Sovintendenza che ora, anche grazie all'interessamento del Comune di Campo, sembra aver dato l'ok all'ultimazione degli interventi (che dovranno salvaguardare il patrimonio archeologico rinvenuto al di sotto della Villa). Il Comune sta poi lavorando con il Parco a un progetto di fruizione diverso dell'isola che preveda l'istituzione di una linea di collegamento diretta con Pianosa. L'iter dovrebbe concludersi entro marzo.  Le sedi del Parco. L'anno appena cominciato dovrebbe poi vedere la conclusione dell'operazione trasloco cominciata ormai più di 12 mesi fa. La parte più consistente degli uffici è ormai all'Enfola, ma restano da sistemare alcuni dipendenti e non è escluso che il Parco vada ad acquisire spazi nelle vicinanze della nuova sede. Inoltre l'ente sta portando avanti le trattative da un lato con i privati proprietari delle dune di Lacona per l'acquisto dell'area (da destinare a un centro di educazione ambientale), dall'altro con il Comune di Marcina per l'ex municipio da adibire a sede distaccata nel cuore dell'area protetta.  Forestale. Tra le novità, infine, il trasloco degli uffici del Corpo forestale all'interno dell'ex caserma della Finanza "Teseo Tesei". La Forestale ha trovato un'intesa con il Demanio perché vengano concessi spazi per gli uffici e la foresteria. Il personale potrà (probabilmente già dopo l'estate) lasciare così lo stabile, ormai vecchio e troppo piccolo, del centro storico di Portoferraio.

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