Il Tirreno

Il sindaco di Portoferraio in controtendenza rispetto ai colleghi della Val di Cornia

Tassa sul turismo? No di Peria

Valentina Landucci
Turisti mentre scendono dalle navi sul porto di Portoferraio
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Turisti mentre scendono dalle navi sul porto di Portoferraio

«Già troppi costi aggiuntivi per i vacanzieri, come navi e autostrade»

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 PORTOFERRAIO Una posizione in netta controtendenza, non solo rispetto a quella dei sindaci della Val di Cornia ma, probabilmente, della gran parte dei primi cittadini di tutta la Toscana. Dal capoluogo dell'Elba arriva, forse neppure così a sorpresa visto che il turismo è il motore principale dell'economia locale, un chiaro no all'istituzione della tassa di soggiorno. Peria prende le mosse dall'impianto generale della manovra federalista nell'ambito della quale rientra anche la tassa di soggiorno.  «La manovra - spiega - nasce intorno a due principi condivisibili. Dare agli enti locali una maggiore autonomia sul fronte dell'imposizione fiscale e affidare ai cittadini un controllo maggiore sulla qualità dei servizi".  I guai derivano dall'applicazione di questi due principi. «Da una parte si prevede per i Comuni una nuova imposta, la Imu - continua Peria - che dovrebbe andare a semplificare il sistema fiscale. Il problema è che a livello di aliquota non saranno i Comuni a decidere quanto far pagare. Verrà stabilito a livello centrale e questa è una contraddizione in seno al federalismo». Insomma va bene dare più autonomia ai Comuni, ma che sia un'autonomia vera.  «A questo si aggiunge il fatto che ai Comuni sono state imposte forti limitazioni per il contenimento della spesa, ad esempio sul personale - continua il sindaco - che vanno di pari passo con la riduzione di contributi statali. Quindi gli enti locali sono costretti a tagliare i servizi, ridurre oltre i limiti dell'accettabilità le spese del personale e, quando l'ente non ce la fa, aumentare le tasse e le tariffe locali, cosa che fortunatamente a Portoferraio siamo riusciti a non fare. Di fronte a tutto questo qual è la geniale proposta del governo per aiutare i Comuni in debito di ossigeno? La tassa di soggiorno. Un'idea vecchia ma soprattutto una grande illusione e un rischio per i Comuni italiani ma ancora di più per l'Elba».  Peria spiega anche perché la tassa potrebbe solo portare dei guai sull'isola. «Il nostro è un territorio - afferma - dove venire in vacanza, rispetto ad altre zone, ha già costi aggiuntivi a cominciare da quelli dell'autostrada e del traghetto. Se ci dobbiamo aggiungere una tassa di 5 euro al giorno, che per una famiglia di quattro persone significa 20 euro in più al giorno, non potremmo lamentarci se poi i turisti se ne andranno in Grecia invece di venire all'Elba».  Insomma il nuovo balzello sarebbe dannoso per la competitività del territorio.  «Potremmo incassare un sacco di soldi - continua il sindaco - anche se poi la tassa andrebbe a colpire solo i turisti registrati nelle strutture ricettive e non le presenze, che sull'isola non sono poche, non censite ufficialmente. Ma è un'illusione sperare che la tassa di soggiorno ridia ossigeno ai conti pubblici. Anzitutto perché la tassa andrà a tamponare i mancati trasferimenti dallo Stato e quindi non migliorerà il quadro economico dell'ente locale. E poi perché, ad eccezione dei Comuni capoluogo, per tutti gli altri il 50% delle entrate andrebbe, in base a quanto prevede la proposta illustrata in questi giorni, alle Province. E' una vera follia. Se per forza dobbiamo farla almeno che le condizioni siano uguali per tutti e i Comuni capoluogo partecipino come gli altri al mantenimento delle Province».

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