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Acqua, Udc e Pdl attaccano l'Ato «Rincari insostenibili»
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E polemica sui rincari delle tariffe dellacqua deliberati dallAto 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Gli aumenti delle bollette dell'acqua decisi dall'Ato e annunciati ieri dal Tirreno non piacciono a Luigi Coppola (capogruppo dell'Udc) e a Giovanni Sironi, consigliere del Pdl, che hanno firmato un ordine del giorno in cui le premesse sono quelle della «partecipazione del Comune nell'Asa» e del costo dell'acqua, «già fra i più cari in Toscana e in Italia». Coppola e Sironi citano poi «le problematiche degli ultimi tempi relative a boro e arsenico» e il fatto «che i Comuni in quanto soci di Asa dovrebbero contribuire in modo adeguato a sostenere un'attenta politica di bilancio e di gestione». Considerazioni che portano i due esponenti della minoranza a ritenere «gli aumenti delle tariffe deliberati dall'Ato5 insostenibili» e a manifestare «contrarietà a un atteggiamento ormai consolidato a tutti i livelli nel sostenere piccoli aumenti delle tariffe dei servizi per far fronte a errori da parte delle aziende erogatrici». In questo clima Fabio Del Nista, presidente del consiglio di gestione dell'Asa, se la prende invece con una ditta operante nel trattamento dell'acqua che ha diffuso volantini ai clienti di varie zone di Ato5 sulla qualità dell'acqua: «Questi volantini sono del tutto strumentali - dice Del Nista - in quanto riportano un articolo di un anno fa, pubblicato su una testata giornalistica locale, e relativo peraltro a situazioni superate. A seguito di questa campagna commerciale evidenzio come le denunce e allarmi da tempo portati avanti con una violenza di cui mal s'intende la ragione, ove non sfocino in psicosi collettiva, contribuiscano sicuramente a: colpevolizzare chi lavora seriamente cercando di migliorare una situazione di quantità e qualità della risorsa acqua per come l'ha trovata; danneggiare l'immagine delle autorità competenti e responsabili - Asl, Arpat e Comuni - in ordine a contributi e certificazioni; dividere ulteriormente i cittadini, rispetto all'utilizzo di un bene primario quale l'acqua, tra chi potrà permettersi, attraverso l'acquisto di apparecchiature specifiche, un'acqua che comunque non sarà certificata - se non da chi vende le apparecchiature in questione - e chi dovrà consumare l'acqua distribuita dal gestore, in questo caso Asa».
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