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SFRATTO ESECUTIVO
Famiglia in strada con un bambino di otto mesi
Cecilia Cecchi
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PIOMBINO. La famiglia di Ahmed Mounjid è nell'elenco delle 25 che si troveranno per strada questa mattina. L'emergenza abitativa di cui si è appena parlato, ora diventa realtà con gli sfratti esecutivi. E la preoccupazione zione è grande perché con Ahmed a Piombino vivono la moglie, 59 anni, malata di diabete, la figlia di 30 anni. Più il figlio Mustafà, 36 anni con la nuora di 21 e il nipotino di 8 mesi. Al giornale Ahmed Mounjid è arrivato portando con sé il contratto di locazione per l'appartamento occupato (stipulato in data primo dicembre 2004). Poi il verbale di concilizione del tribunale di Livorno, sezione distaccata di Piombino. «Il proprietario ha richiesto la casa per uso personale - ricorda costernato Ahmed - accusandomi di avere mancato mensilità e spese. E purtroppo io non ho avuto modo di dimostrare il contrario...». Dunque, secondo il documento del tribunale, avrebbe dovuto già lasciare l'appartamento a fine giugno 2010; ecco che oggi lo sfratto diventa esecutivo. «Ma la situazione è difficile, non abbiamo trovato altri posti dove stare - sottolinea Ahmed Mounjid, 63 anni- Nessuno che che sia disposto ad aiutarci né in Comune né dai servizi sociali. Eppure, tra poche settimane, quando sarà regolarizzata la situazione di mio figlio Mustafà avremo tutti la cittadinanza italiana». «Io sono arrivato in Italia dal Marocco 21 anni fa - racconta - Ho sempre lavorato alle Acciaierie come autista. Fino al 1997 siamo stati a Venturina poi mi sono trasferito qui». «Purtroppo, però, l'unica che ancora ha un lavoro fisso è mia figlia. Alla Lucchini, per noi, sempre contratti a termine ed ora siamo nelle liste di disoccupazione, sia io che Mustafà». I tanti riflessi negativi - e drammatici - della crisi economica. «Stamani bisogna traslocare - conclude Ahmed - e non sappiamo davvero dove andare».
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