Il Tirreno

Legambiente pronta a dare a S. Vincenzo la 4ª bandiera nera

Paolo Federighi
Legambiente pronta a dare a S. Vincenzo la 4ª bandiera nera

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SAN VINCENZO. Per il Comune di San Vincenzo si profila la quarta "Bandiera nera" di Legambiente. E' stato infatti pubblicato il "Dossier Mare Monstrum 2010", in cui il Comune di San Vincenzo figura nuovamente con quelle che Legambiente considera «la speculazione della Tenuta di Rimigliano» e «l'inaugurazione farsa del nuovo porto». Nel dossier, Legambiente considera San Vincenzo «uno dei centri turistico-balneari - si legge nel dossier - più attrezzati della Toscana, dove l'attività imprenditoriale speculativa è quanto mai attiva». «Qui - si prosegue nel dossier dell'associazione ambientalista - nel breve volgere di qualche anno, si è cementificato come non mai».  Ma vediamo la questione relativa all'inaugurazione del nuovo porto, struttura per la quale il Comune ha già ricevuto la "Bandiera nera" dalle mani dei rappresentanti nazionali di Legambiente nel 2006 e 2007, sulla quale ancora una volta gli ambientalisti sono tutt'altro che teneri.  «In fase di realizzazione - si afferma nel dossier - il progetto del preesistente porto, soggetto a un continuo insabbiamento e conseguente dragaggio, ha provocato non solo l'erosione delle spiagge a Nord, ma anche di quelle a Sud della zona portuale».  «Il 13 giugno di quest'anno - prosegue Legambiente - il Comune ha organizzato un'inaugurazione farsa: alla presenza delle autorità si è tagliato il nastro di un'infrastruttura che è ben lontana dall'essere finita. Una prassi, quella delle inaugurazioni in corso d'opera, che dal governo Berlusconi a scendere sembra aver contagiato tutta l'Italia, comprese le amministrazione dei piccoli Comuni».  Dopo il porto, sotto la lente di Legambiente finisce di nuovo il progetto di ristrutturazione della Tenuta di Rimigliano, per la quale il Comune di San Vincenzo ha ricevuto la terza Bandiera nera nel 2009.  «L'idea della nuova proprietà - si legge - è quella di realizzare un intervento alberghiero diffuso, ossia distribuito su tutta l'area. Il Comune ha avviato l'iter per la Variante, che comprometterà definitivamente il valore naturalistico di quel tratto di costa, promovendo un'idea di sviluppo turistico sbagliata».  L'associazione propone altro: «Legambiente, Italia Nostra e Wwf - si spiega ancora nel dossier - hanno chiesto alla Regione Toscana, alla Provincia di Livorno e al Comune di San Vincenzo di bloccare l'iniziativa immobiliare dentro la Tenuta, di inserire l'area nell'elenco delle aree protette di interesse locale, di valorizzare l'area con il recupero architettonico dei poderi esistenti e con la creazione di piste ciclabili e percorsi pedonali, perché si promuova - conclude il dossier - un'idea di sviluppo turistico di qualità, basato sul patrimonio naturalistico dei luoghi e sulla fruizione destagionalizzata».

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