Il presidio
I progetti dellassociazione dei proprietari di posti barca
S. Vincenzo Repubblica marinara e tante idee per la promozione
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Barche allormeggio in porto 2 MINUTI DI LETTURA
SAN VINCENZO. San Vincenzo è la prima "Nuova Repubblica Marinara d'Italia". Il progetto, paventato tempo fa dall'associazione "I Marinai di San Vincenzo", fondata dall'architetto Tommaso Agujari, si è concretizzato ultimamente. I "ludonauti" - come Agujari ama descrivere il gruppo - sono perlopiù intestatari di posti barca al porto, e fondano il loro spirito sui valori del gioco, dell'amicizia, del rispetto, sotto l'insegna della navigazione marina. «Abbiamo registrato il progetto - dice Agujari - e il ruolo di San Vincenzo come prima nuova Repubblica marinara è realtà. Abbiamo già ricevuto significativi consensi da altre marine toscane e da personaggi di rilievo nazionale nel mondo della nautica, della politica, dello spettacolo, dell'arte». Fra coloro che si sono messi a disposizione del progetto dei "Marinai" vi sono Giampaolo Talani, l'avvocato Antonio Querci, il notaio Mauro Cristiani, Giovanni Pineider, l'architetto Massimo Farinelli e molti altri. Sugli importanti nomi di livello nazionale, fra cui famosi politici, Agujari vuole mantenere il riserbo: «Sì - dice - ci sono, ma per il momento preferirei non svelarne l'identità». A San Vincenzo, da quando l'associazione fu fondata alcuni mesi fa, le notizie dei progetti ambiziosi dei "Marinai" hanno destato incredulità e scetticismo. «Il problema - dice Agujari - è che molti, qui, non vogliono uscire dalla rassicurante, ma a volte meschina, realtà di provincia, per provare a dare al luogo un respiro più ampio, nazionale e internazionale. Se c'è qualcuno che, attraverso lo spirito ludico e d'iniziativa, vuole far uscire la realtà del luogo da ambiti troppo ristretti, molti ci ridono su. Ma c'è sempre tempo per ricredersi». In serbo, c'è anche il progetto di un gioco fra le nuove Repubbliche marinare, sullo stile dei vecchi "Giochi senza frontiere", che un'importante rete televisiva nazionale potrebbe far diventare realtà: «Ci stiamo lavorando - dice Agujari - con ottime possibilità di riuscita». Ma da cosa è scaturita l'idea dell'associazione? «Al comparire le prime evidenti problematiche di carattere funzionale ed economico relative al nuovo porto - dice Agujari - abbiamo operato per costruire un consenso attraverso una struttura associativa. Vi sono degli aspetti in cui divergiamo da Sales sul modo di gestire e promuovere il porto. Ne discuteremo con la società stessa». L'associazione ha anche già avviato una serie di incontri a tutto tondo, dal sindaco alla Capitaneria di porto, fino alle associazioni del commercio e di altri settori. P.F.
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