Il Tirreno

Autisti Tiemme nel caos del traffico

Giorgio Pasquinucci
Autobus della Tiemme bloccati a causa della sosta selvaggia negli incroci o in doppia fila
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Autobus della Tiemme bloccati a causa della sosta selvaggia negli incroci o in doppia fila

La Rsl denuncia le condizioni di lavoro: «Ogni giorno percorsi diversi»

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 PIOMBINO. Costretti a fare la gimkana tra auto ferme in doppia fila o agli incroci, modifica continua dei percorsi, auto vetusti e spesso inefficenti, alta percentuale di viaggiatori senza biglietto. Gli autisti della Tiemme sono giornalmente sottoposti a condizioni di lavoro stressanti. La nuova denuncia viene da Davide Danesi, responsabile della sicurezza per i lavoratori.  «La mancanza di un piano del traffico - sostiene il sindacalista - rende il nostro lavoro subordinato alla indisciplina e all'arroganza. Lasciano la macchina per strada anche quando ci sono gli spazi e i vigili urbani non sono messi in condizione di fare il proprio lavoro. Il disagio a cui siamo sottoposti è abnorme». È capitato spesso anche a Danesi di dover scendere dall'autobus per rimuovere uno scooter lasciato nel mezzo di un incrocio.  Centinaia di foto documentano situazioni incredibili, con bus bloccati o stretti tra due file di auto in spazi di pochi centimetri. Danesi ha sottoposto all'azienda anche una lista delle situazioni più critiche. Sosta in doppia fila in via Petrarca, piazza della Costituzione, via XXV Aprile, piazza Aldo Moro. Sosta in prossimità di semafori o incroci in via Petrarca, via Vittorio Veneto, via della Repubblica, via XXV Aprile, via Anita Garibaldi, corso Italia, via Fucini, via Lerario, via Verga, via Croce, via Barontini, via Pisacane, via Salivoli, via Rossini, viale Regina Margherita.  Alle difficoltà nel percorso urbano si aggiungono, in estate, quelle create dalla nuove rotatorie in uscita dalla città. «Ho impiegato 30 minuti - dice Danesi - per fare il percorso tra l'inizio di viale Unità d'Italia e il Capezzuolo in una giornata estiva, in coincidenza dello sbarco di una nave».  Danesi punta il dito sulla qualità del servizio dato ai cittadini, soprattutto in un periodo di tagli. «L'azienda - sostiene - modifica continuamente i percorsi su indicazioni politiche e non sulla base di esigenze reali. Agli autisti viene consegnato, all'inizio del turno, un tabulato con scritte minutissime, che dobbiamo leggere, spesso, durante la guida per capire i percorsi da fare e dove fermarci. Il viaggiatore non ha certezze. Degli esempi? Per 7 mesi ci hanno costretto a passare dal villaggio Coop di Venturina, dove non è mai salita una persona. Passeggeri che dovevano andare alla stazione di Campiglia sono stati costretti a passare da Baratti poi da San Vincenzo. È anche così - spiega il sindacalista - che viene disincentivato l'uso del mezzo pubblico».  C'è poi la spinosa questione dei tagli. «Regione e Provincia tagliano le corse, ma non si tiene conto che c'è il 30-40% di passeggeri che non paga il biglietto. A parte il danno economico, è un traffico che non appare dalle statistiche. Passeggeri fantasma. E' come se non esistessero e magari si taglia la corsa perché non reditizia».  Insomma, per Danesi «non si è messo il trasporto pubblico nelle condizioni di favorire le esigenze dei clienti. Ed anche per quanto riguarda i tagli è mancata una concertazione tra Regione, Provincia, enti locali e parti sociali. Si sono invece trascurati settori redditizi, come quello del turismo».  La situazione è che oggi gli autisti non conoscono, ad oggi, i servizi in cui saranno impegnati lunedì. «I disagi interni all'azienda - sostiene Danesi - sono forti, non ultimi quelli creati dalla contrattazione, nazionale ed aziendale, per i nuovi assunti, che hanno un diverso trattamento economico. Con la nuova azienda è nato poi anche un altro problema: non è più garantita la ricollocazione di coloro che non sono più idonei alla guida. La gestione dei parcheggi prima assicurava questa opportunità: oggi chi non può più guidare per motivi di salute è costretto a lasciare il lavoro».

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