Italia
«L'acqua del Cornia potrebbe alimentare il sistema potabile»
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La visita allalto bacino del Cornia 2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. Acque potabili, molto più leggere di quelle estratte dai pozzi profondi, e già testate da Arpat come «una risorsa enorme per la nostra vallata». Le acque sono quelle di un lago nei pressi di Forni, sul territorio di Suvereto. «Si tratta di un lago dalle acque limpide, formato molto tempo fa dall'asportazione di ghiaie» dicono i rappresentanti dei circoli Pd di Venturina e Suvereto, che l'hanno visitato durante un percorso di ricognizione lungo il Cornia. «La nostra proposta, di conseguenza - aggiungono gli organizzatori - diventa quella di valutare la possibilità di alimentare con acque superficiali il sistema potabile della Val di Cornia, lavorando assieme alla natura». L'acqua del Cornia, in sostanza, potrebbe diventare la prima risorsa idrica del territorio, mentre i pozzi del sistema "anello" potrebbero servire come integrazione durante l'estate: questo aiuterebbe la risalita delle falde profonde e porterebbe all'eliminazione della subsidenza dei terreni. Un intervento di questo genere, commentano i democratici, sarebbe coerente con le esigenze ambientali del territorio, le cui necessità, da questo punto di vista, sono centrali in ogni valutazione svolta dal Pd: «Una simile opera di ingegneria ambientale sarebbe analoga a quelle portate in passato alla Vivalda: essa avrebbe la possibilità di aumentare tempi e superfici di contatto tra le acque correnti e le ghiaie affioranti. Un provvedimento semplice, di basso costo e rapidamente realizzabile». Il percorso dei due circoli Pd è poi proseguito presso la vasca della Gera: qui le opere di impermeabilizzazione e di adduzione delle acque dal fosso delle Gore sono in via di conclusione. «Abbiamo però constatato - specificano i democratici - che quest'opera non può rimanere inutilizzata per 8-10 mesi: di conseguenza proponiamo di estendere il suo utilizzo a tutto l'anno. Questo provvedimento sarebbe di particolare utilità alle nuove aziende agro-industriali che sorgeranno nella zona di Venturina, fermo restando che durante l'estate deve essere consentito l'uso irriguo. Solamente con questo uso integrale della vasca - affermano - anche i costi unitari potranno essere alla portata dei coltivatori della zona». L'ultima tappa è stata il tratto del Cornia dove sono in atto le escavazioni di ghiaia autorizzate dal Comune di Monterotondo. Lavori che, dicono ancora dal PD, alternano il trasporto solido e il ripascimento della costa e distruggono la flora riparia che trattiene le acque in piena. «E' stata la tappa "triste" della nostra spedizione. Da parte nostra esprimiamo la più ferma condanna, invitando gli enti pubblici a prendere contatto con la regione allo scopo di tutelare l'ambiente prima di dover pagare ancora una volta i danni dei dissesti procurati».
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