Acqua, giro di vite sui pozzi privati
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Sei nuovi pozzi, un milione di euro per la sostituzione delle condotte più vecchie, interventi di riparazione dei guasti sulla rete ma anche un giro di vite sui gestori di pozzi privati, che spesso e volentieri sono all'origine dei problemi di approvvigionamento idrico sull'isola che potrebbe, nelle intenzioni di Asa, anche diventare autosufficiente. All'appello mancano ancora 4 milioni di metri cubi di acqua all'anno: i due terzi del fabbisogno elbano che l'isola prende dalla condotta sottomarina proveniente da Piombino.
Ma l'obiettivo è realizzabile. E con l'autosufficienza l'Elba potrebbe ottenere anche un altro risultato: l'eliminazione dei problemi connessi alla presenza di boro e arsenico nelle acque che arrivano dal continente. In proposito, come confermano le analisi condotte in questi anni sulla qualità della risorsa, l'isola non soffre o soffre molto meno la presenza di queste sostanze. E il motivo è che mescolando le risorse idriche del continente con quelle elbane i contenuti di boro e arsenico vengono abbattuti e - nella maggior parte dei casi - rimangono al di sotto dei livelli di legge.
E'chiaro che per arrivare all'obbiettivo occorrono investimenti. Qualcosa si comincerà a fare già da quest'anno. «Per il 2011 - spiega il direttore di Asa, Michele Caturegli - abbiamo in programma sei nuovi pozzi, l'investimento di un milione di euro sulla sostituzione delle condotte, la riattivazione di una serie di prese di superficie e l'intenzione di sfruttare meglio le risorse sul Monte Capanne».
Nel frattempo, per recuperare l'acqua di cui spesso le utenze elbane restano prive durante la stagione, Asa potrebbe intervenire sui pozzi privati. Una materia, di stretta competenza della Provincia, nella quale talvolta si registrano comportamenti scorretti - da parte di chi detiene i pozzi - che potrebbero dare il via a un giro di vite nel caso, ad esempio, di consumi oltre il limite consentito per l'irrigazione o il riempimento di piscine in periodi di siccità.
Ma l'obiettivo è realizzabile. E con l'autosufficienza l'Elba potrebbe ottenere anche un altro risultato: l'eliminazione dei problemi connessi alla presenza di boro e arsenico nelle acque che arrivano dal continente. In proposito, come confermano le analisi condotte in questi anni sulla qualità della risorsa, l'isola non soffre o soffre molto meno la presenza di queste sostanze. E il motivo è che mescolando le risorse idriche del continente con quelle elbane i contenuti di boro e arsenico vengono abbattuti e - nella maggior parte dei casi - rimangono al di sotto dei livelli di legge.
E'chiaro che per arrivare all'obbiettivo occorrono investimenti. Qualcosa si comincerà a fare già da quest'anno. «Per il 2011 - spiega il direttore di Asa, Michele Caturegli - abbiamo in programma sei nuovi pozzi, l'investimento di un milione di euro sulla sostituzione delle condotte, la riattivazione di una serie di prese di superficie e l'intenzione di sfruttare meglio le risorse sul Monte Capanne».
Nel frattempo, per recuperare l'acqua di cui spesso le utenze elbane restano prive durante la stagione, Asa potrebbe intervenire sui pozzi privati. Una materia, di stretta competenza della Provincia, nella quale talvolta si registrano comportamenti scorretti - da parte di chi detiene i pozzi - che potrebbero dare il via a un giro di vite nel caso, ad esempio, di consumi oltre il limite consentito per l'irrigazione o il riempimento di piscine in periodi di siccità.
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